Il Ministero degli Affari Esteri israeliano ha pubblicato nei giorni scorsi un video che sta facendo discutere.
Il contenuto mostra scene idealizzate di distribuzione di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Il tutto accompagnato da una voce narrante che parla di “milioni di pasti al giorno” distribuiti e di una delle “più vaste operazioni umanitarie al mondo” ad opera del governo Israeliano.
Nel contenuto pubblicato sul canale YouTube ufficiale del Ministero Degli Affari Esteri Israeliano si asserisce che il Governo starebbe distribuendo “milioni di pasti” ai palestinesi nella Striscia.
Il video, pubblicato in data 10 giugno 2025, mostra le immagini della popolazione palestinese che sorride e ringrazia mentre riceve scatole di cartone contenenti aiuti umanitari. Un militare dell’Idf a volto coperto, è rivolto verso la folla di palestinesi in fila con le mani unite a simboleggiare un cuore. La voce narrante è generata con AI e recita il seguente testo:
“In questo momento Israele sta agevolando, a livelli record, l’arrivo di aiuti umanitari a Gaza. Migliaia di camion, milioni di pasti ogni giorno. Questa è una delle più vaste operazioni umanitarie attualmente in corso nel mondo e sta succedendo a Gaza. Quando la necessità aumenta, gli aiuti vengono ridiretti dove necessario rapidamente. Aiuti diretti ai civili senza intermediari, senza costi, senza penuria, senza interruzioni, un flusso ininterrotto e crescente di aiuti salvavita e tutto questo completamente in linea con il diritto internazionale umanitario. Il vero aiuto si vede”.
Le immagini mostrano volti sorridenti e riconoscenti di palestinesi con enormi scatoloni fra le braccia. Il video si conclude con la frase: “I sorrisi non mentono. Hamas mente”.
Menzogne, dunque, le immagini terrificanti di bambini in lacrime, malnutriti e stremati dalla guerra e dalla fame. Menzogne le notizie di “soldati che avrebbero aperto il fuoco su civili affamati riuniti presso un punto di distribuzione”.
Da PiazzaPulita, LA7: Gaza, spari ai centri per gli aiuti: “Sono trappole per affamati” ; immagini e le voci dalla Striscia
Menzogne gli allarmi riguardo alla crisi umanitaria a Gaza che peggiora ogni giorno. Nel nord, migliaia di persone si accampano in condizioni estreme, prive di cibo e acqua potabile, costrette persino a bere acqua di mare. É di pochi giorni fa la notizia di un attacco con droni e carri armati delle forze israeliane ad al-Mawasi, vicino Rafah, dove è stato colpito un centro di distribuzione di aiuti, uccidendo almeno 27 civili.
Menzogne anche quelle contenute nel rapporto dell’ONU che accusa Israele di atti genocidi. Menzogne, secondo il governo di Israele, tutte le immagini e le testimonianze che documentano i numerosi crimini di guerra e la violazione deliberata del Diritto Internazionale Umanitario. Vili accuse e bugie anche quelle dell’ex Direttore dell’Ufficio di New York dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Craig Mokhiber che nella sua LETTERA DI DIMISSIONI denunciava: “Questo è un caso da manuale di genocidio”.
Per lo Stato di Israele basta un solo video costruito ad arte, tradotto in più lingue tramite AI e sponsorizzato su YouTube, per cancellarne altri mille, per far dimenticare le agghiaccianti parole di diverse personalità politiche israeliane, lo scontro sulla questione degli aiuti umanitari a Gaza tra il capo di Stato Maggiore Eyal Zamir e il ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir, e spegnere i riflettori sul genocidio in corso.
Ma il mondo sta smettendo di voltare lo sguardo altrove
Yair Golan, leader dei Democratici israeliani, ha duramente criticato il governo di Israele, affermando che il Paese rischia di diventare uno “Stato paria” come il Sudafrica dell’apartheid, se non cambia rotta. Golan ha dichiarato in un’intervista radiofonica: “uno Stato sano di mente non fa la guerra ai civili, non uccide i bambini per hobby e non si pone obiettivi come l’espulsione di una popolazione“. La sua è una dura accusa al governo che, ha detto, sarebbe composto da persone prive di moralità, intelligenza e capacità di leadership, definendolo una minaccia per la sopravvivenza dello Stato.
Hanno fatto notizia anche le parole di Pep Guardiola, allenatore del Manchester City, pronunciate contro il genocidio a Gaza nel corso della cerimonia della laurea honoris causa conferitagli dalla University of Manchester: «Non possiamo ignorare l’atroce sofferenza dei bambini di Gaza. Perché i prossimi potrebberoesserei nostri figli. Non possiamo restare a guardare», ha detto il tecnico catalano. «È così doloroso ciò che vediamo a Gaza. Mi fa male tutto il corpo. Chiariamolo: non si tratta di ideologia. Non è una questione di ‘ho ragione io’ e ‘hai torto tu’. Si tratta solo dell’amore per la vita. Di prendersi cura del proprio vicino. Il potere di uno non sta nella grandezza, ma nella scelta. Nella volontà di esserci, di non restare in silenzio o fermi quando conta davvero».
