Intellettuale palermitana, docente, psicopedagogista, scrittrice e promotrice culturale, Sandra Guddo è una figura poliedrica nel panorama letterario contemporaneo. Con una formazione filosofica e un’attività intensa tra narrativa, poesia e giornalismo, ha saputo dare voce a mondi spesso trascurati, come quello delle periferie, delle donne e delle lingue madri. In questa intervista, rilasciata in occasione della sedicesima edizione di Una Marina di Libri, ci accompagna tra le trame del suo impegno culturale, raccontando il progetto “Woman-Talk-Reading”, la forza della poesia femminile e il valore della lettura ad alta voce (LAV). Un dialogo che riflette il senso di una manifestazione in continua evoluzione, ma anche l’energia e la visione di chi, come Guddo, continua a costruire sentieri tra parola, educazione e società.
Chi è Sandra Vita Guddo
Nata a Palermo dove vive ed opera, si è laureata in Filosofia con il massimo dei voti e pubblicazione della tesi di laurea. Ottiene l’abilitazione per la docenza negli Istituti Superiori in Materie Letterarie e Latino, e in Italiano e Storia. Vincitrice nel Concorso a cattedra in Scienze Umane, viene inserita dal MIUR di Palermo, come Psicopedagogista, nel progetto contro la Dispersione. Da qui nasce la sua prima opera “Tacco 12. Storie di ragazze di periferia” adottata successivamente da alcune scuole come testo base per la Scrittura Creativa e la Lettura. É autrice dei romanzi LE GEÔLIER, NELLA TANA DEL RICCIO, della raccolta di novelle CICIRI e GRAMIGNA e della silloge “Amo il chiaroscuro”. Ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio alla Carriera, Premio alla Cultura, alla Critica Letteraria e Premio Internazionale FRANZ KAFKA per l’Immaginazione. Collabora con diverse testate giornalistiche in Italia e all’estero, con milioni di visualizzazioni. Insegna Scrittura Creativa ed organizza eventi: tra questi il “Premio letterario Sant’Erasmo-Nautilus, la Via dei Librai e reading poetico a Una Marina di Libri.
Intervista a Sandra Guddo
D. La manifestazione “Una Marina di Libri” è giunta alla sua sedicesima edizione: che significato assume per lei questo “giro di boa” e cosa rappresenta per Palermo e per l’editoria indipendente?
R. Si tratta di un grande evento culturale, il più importante in Italia dopo la Fiera del libro di Torino con la direzione artistica del giornalista e scrittore Gaetano Savatteri. Questa sedicesima edizione è dedicata ad Andrea Camilleri in occasione del centenario della sua nascita ed il tema centrale trae spunto dal celebre romanzo “Il giro di boa”, Un titolo significativo in quanto indica la volontà del protagonista, in questo caso il commissario Montalbano, di voltare pagina nel segno della riconferma dei propri obiettivi e, al contempo, dello spirito di innovazione e miglioramento. Proprio come si propone questa sedicesima edizione. La quantità e la qualità di tanti editori indipendenti, per la precisione 80, tra cui è d’obbligo citare “Navarra” e “Sellerio”, è indice della vitalità e della vivacità di UNA MARINA DI LIBRI in cui hanno trovato spazio ben 400 eventi tra presentazioni di libri, laboratori, spettacoli, reading, incontri e performance. Tra questi vorrei citare la sezione I SEGNI DI VENERE, ideata da Maria Giambruno che rivolge uno sguardo di particolare attenzione all’universo femminile e all’interno del quale c’è stato assegnato uno spazio da me gestito, in rappresentanza del C.C. Andromeda, per un reading di poesie dedicate alle donne.

D. Il titolo dell’evento a cui lei partecipa è “Woman-Talk-Reading”: come nasce l’idea di questo incontro e cosa si propone di comunicare al pubblico?
R. Poiché il nostro intervento è contenuto ne “I SEGNI DI VENERE” il tema centrale delle poesie è l’universo femminile. Infatti, le poesie che saranno recitate dagli stessi Autori hanno un contenuto che riguarda la donna con la sua fragilità ma anche con la sua forza e determinazione, impegnata in tanti ruoli, combattente per difendere e guadagnare diritti elementari che ancora le sono negati in alcune parti del mondo. Ovviamente non ci limiteremo alla lettura ma intendiamo sollecitare maggiore interesse per la LAV cioè la lettura ad alta voce, fondamentale per i suoi aspetti educativo-pedagogico, sociologico e comunicativo. A tal proposito, vorrei ricordare che nei programmi didattici del 1985 si afferma che” La prima esperienza di lettura da parte del fanciullo (…) è sentir leggere l’adulto, cioè sentirgli eseguire oralmente la lettura di testi di vario tipo. In tal modo, l’insegnante stimola e accresce le motivazioni a leggere”. Dunque, la LAV cioè la lettura ad alta voce è lo strumento privilegiato per incentivare, fin dalla più tenera età, alla lettura. Mi pare dunque più che pertinente affrontare questo tema che tratteremo con la professoressa Laura Crescimanno.
D. Ha curato una parte dedicata alla poesia in lingua italiana e siciliana con un’attenzione particolare all’universo femminile: quanto è importante oggi la voce poetica delle donne e quale spazio trova nei festival letterari?
R. Ritengo che la voce poetica femminile sia determinante. Fino a qualche anno fa, si sentiva parlare solo di poeti e scrittori al maschile, oggi per fortuna le cose sono cambiate e le poetesse sono molto più visibili e numerose di una volta e trovano spazio adeguato sia nei festival come UNA MARINA DI LIBRI che in altri contesti.
D. Nel programma si legge che si dialogherà sul tema del siciliano: lingua o dialetto? Ci anticipa il suo punto di vista su questo annoso dibattito?
R. È un argomento molto dibattuto in quanto c’è chi sostiene che il siciliano non sia una lingua ma un insieme di dialetti non codificati che variano da provincia a provincia. Tuttavia, è incontestabile il fatto che l’UNESCO ha stabilito che il siciliano non è un dialetto ma una lingua tanto da riconoscerla come patrimonio dell’umanità. Personalmente ritengo che il siciliano sia per noi il tratto identitario e connotativo tale da essere considerato una lingua.
D. Nel suo intervento ha scelto di leggere la poesia “Solitudine”. Cosa rappresenta per lei questo testo e perché ha deciso di condividerlo in questa occasione?
R. Una poesia che amo molto perché mette a nudo la fragilità della donna in alcuni momenti della propria esistenza ma anche la sua forza nel prendere consapevolezza dei suoi punti deboli da cui possono scaturire decisioni fondamentali per cambiare il corso degli eventi!
D. Come è avvenuta la selezione degli autori e delle autrici presenti nel laboratorio di poesia? Quali criteri hanno guidato la scelta dei testi?
R. Fondamentale è stata la scelta del contenuto delle poesie che sono state selezionate per offrire un ventaglio di punti di vista diversi che riguardano la donna, il suo ruolo nella società e i rapporti interpersonali con l’altra metà del cielo.
D. La seconda parte dell’evento prevede letture in siciliano: ritiene che la poesia in lingua siciliana possa ancora essere una forma viva e potente di espressione culturale?
R. Certamente, anzi ritengo la poesia sia lo strumento privilegiato dalla lingua siciliana per emozionare il lettore perché la potenza espressiva del siciliano è ineguagliabile!
D. In che modo il luogo – i Cantieri Culturali alla Zisa – ha influenzato la progettazione e lo spirito dell’evento di quest’anno?
R. Un luogo storico che per definizione è un cantiere culturale dove si progettano, si costruiscono e si realizzano in sinergia progetti ambiziosi e validissimi come UNA MARINA DI LIBRI. Uno spazio fisico e mentale in grado di accogliere tanta gente incuriosita e desiderosa di leggere
D. Guardando al futuro: cosa si augura per le prossime edizioni della manifestazione e per l’evoluzione del laboratorio poetico LAV
R. Non posso che augurare che i Cantieri Culturali alla Zisa siano ancora per molto tempo la sede privilegiata di questa manifestazione e di tante altre similari. Inoltre, come dimostra il progetto “NATI PER LEGGERE”, la LAV cioè la lettura ad alta voce ha fatto registrare enormi benefici sui bambini in quanto rafforza il legame affettivo tra chi legge e chi ascolta, favorisce la socializzazione dei membri dei circoli e gruppi di lettura, allevia la solitudine degli anziani e regala gioia a chi legge e a chi ascolta. Io stessa ho partecipato ad un progetto di lettura per i non vedenti insieme alla professoressa Ida Rampolla del Tindaro ed è stata per tutti un’esperienza esaltante tanto che possiamo parlare di biblioterapia!
