Roma, 5 aprile 2025. Ci lascia all’età di 72 anni Antonello Fassari, grande attore caratterista noto per la sua versatilità nel teatro, cinema e televisione
Antonello Fassari, diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” nel 1975, ha iniziato la sua carriera teatrale collaborando con registi come Luca Ronconi. Negli anni ’80 ha ampliato la sua attività alla televisione, partecipando a programmi come “Avanzi” e “Anni ‘50”. Al cinema, ha recitato in film come “Romanzo criminale” , “Non ci resta che il crimine” e “Suburra”. Nel 2000 ha esordito alla regia con il film “Il segreto del giaguaro”. Dal 2006 al 2014 ha interpretato il ruolo di Giulio Cesaroni nella serie televisiva “I Cesaroni”, che gli ha conferito grande popolarità.
Nel video che vi proponiamo, l’intervista ad Antonello Fassari realizzata da Anna Lisa Maugeri per Crescere Informandosi.
Antonello Fassari – La satira da ieri ai giorni nostri
Crescere Informandosi incontra ANTONELLO FASSARI, attore, regista e sceneggiatore con una lunga carriera alle spalle tra teatro, cinema, televisione e radio.
Antonello Fassari racconta la sua scelta di studiare recitazione e parla ai giovani di oggi che vogliono intraprendere questa strada
Antonello Fassari: “Io non ho mai sognato di fare l’attore, mi ci sono ritrovato. Da piccolo mettevo due sedie, un tappeto e da dietro facevo i burattini. Siccome vengo da una famiglia di origine siciliana ed ero il primogenito, mi toccava ogni anno recitare la poesia di Natale. Mi mettevano sulla sedia e ogni anno dovevo dire questa poesia di Natale. Mi sono un po’ ritrovato a fare queste rappresentazioni. Poi, io non glielo so dire perché ho scelto di fare l’attore, ma certamente la motivazione doveva essere forte, nel senso che mio padre mi avrebbe ammazzato quando io gli ho detto che andavo a fare l’esame in accademia.
All’epoca le scuole erano poche, c’era l’Accademia di Roma, l’Accademia di Milano del piccolo teatro e poche altre. Lui ha fatto fuoco e fiamme, anche perché facendo l’avvocato ed essendo io il primogenito dovevo ereditare lo studio. Allora abbiamo fatto un patto: se non mi prendono in Accademia vengo allo studio. In effetti la prima selezione avveniva in famiglia, perché dire negli anni 70-71 vado a fare il regista, vado a fare lo scenografo, significava prima di tutto entrare in un mondo sconosciuto e questo faceva ovviamente paura, e faceva paura anche un po’ a me. Quando io mi sono presentato in Accademia nel 72 eravamo 60 a fare l’esame per 11 posti come attori e 9 come attrici. Oggi si presentano mille a Roma, mille a Milano, mille a Genova, mille a Siracusa. Già questa è una cosa un po’ sospetta. I social vi fanno sembrare questo mondo molto molto vicino, in realtà non lo è per niente, anzi è un mondo anche un po’ pericoloso se non hai il talento e le motivazioni giuste per farlo. Fare una passeggiata intorno al mondo dell’arte per qualche persona un po’ fragile, diciamo, può creare degli sbandati. I maestri sono importanti perché noi lavoriamo con il nostro interno, con le nostre emozioni. E’ importante avere un bravo maestro. Chi ha dei cattivi maestri, chi non ha delle buone scuole, rischia di rimanere impantanato in una serie di problematiche che poi diventano psicologiche, emozionali, che se non le sai dominare possono diventare davvero pericolose. Poi c’è un altro discorso. A me e a tanti di noi apparire è talmente ovvio, perché se uno fa l’attore è ovvio che deve apparire, ed è l’ultimo dei problemi. Il primo dei problemi è come apparire attraverso un personaggio, quindi tramite un testo, attraverso una regia. Apparire per apparire è un giochetto, come dire, ultimamente anche molto economicamente interessante economicamente parlando visto il successo che hanno sui social gli influencer o altre persone. A me capita spesso di lavorare con dei ragazzi e la prima cosa che dico loro è: volete fare gli attori? Ma proprio gli attori? Perché il mondo dello spettacolo oggi è un’altra cosa. Ti piace imitare, presentare, condurre un programma, insomma c’è tutto un mondo che non è quello dell’attore. Si può far parte del mondo dello spettacolo senza rischiare la pelle, come può succedere quando si fa l’attore.”
