“Al Suo Posto”: quando il teatro ribalta il mondo (e ci mette di fronte a noi stessi)
Come vivrebbero gli uomini se il mondo fosse sempre stato matriarcale? A questa domanda potente e provocatoria prova a rispondere “Al Suo Posto”, l’ultimo, sorprendente lavoro della compagnia TeatRing con la regia di Marianna Esposito, in scena al Palazzo Scammacca del Murgo nell’ambito del Fringe Catania Off 2025.
Lo spettacolo ha ricevuto grande consenso da parte del pubblico e della critica e ha replicato anche in Sicilia i sold out di Milano.
La platea degli spettatori si ritrova improvvisamente in un mondo matriarcale dove la supremazia del genere femminile si manifesta in ogni cosa: dal linguaggio quotidiano alle convenzioni sociali, dalla comunicazione di massa ai rapporti relazionali, in famiglia così come nel mondo del lavoro. Tutto è declinato al femminile e il potere è nelle mani delle donne, mentre gli uomini faticano ad emergere e ad emanciparsi, malgrado le quote azzurre.
Si va a mangiare da Burger Queen, si esclama “Oh, Dea!”, i telegiornali raccontano l’ennesimo caso di maschicidio, le pubblicità sessualizzano il corpo degli uomini, che sono giudicati per il proprio aspetto fisico, invecchiare non è loro concesso e sono prigionieri di stereotipi che spesso condizionano le loro scelte.
Le discriminazioni, le molestie e le pressioni sociali sono le stesse che, nel nostro mondo, le donne sopportano ogni giorno. Il ribaltamento è totale, eppure dolorosamente familiare. Seduti a tavola, i quattro amici protagonisti svelano a poco a poco le proprie storie, tra fragilità, desiderio di riscatto sociale, compromessi e rinunce non sempre percepite come abusi, ma spesso addirittura giustificate.
La scrittura, mai retorica, mescola con intelligenza ritmo da commedia americana e profondità etica, riuscendo a toccare temi duri senza mai scivolare nella predica o nella semplificazione.

Gli interpreti Francesco Meola, Libero Stelluti, Giulio Federico Janni e Diego Paul Galtieri affrontano la scena con precisione e profondità, restituendo figure maschili complesse, attraversate da fragilità e frustrazioni, senza mai cadere nella caricatura, dando corpo a un’umanità credibile e toccante. “Al Suo Posto” ci mette davanti ad uno specchio volutamente deformato, che proprio nella sua inversione rende evidente la disuguaglianza sistemica del nostro presente.
TeatRing
TeatRing – compagnia teatrale fondata da Marianna Esposito, già nota per lavori come Baby Jane, Tu, mio e Baccanti, la paura delle donne – firma con questo spettacolo una delle operazioni teatrali più lucide e necessarie della stagione. In un panorama teatrale che troppo spesso gioca sul sicuro, “Al Suo Posto” ha il coraggio di scuotere. E ci riesce, con stile.
