Il Mossad, il servizio segreto israeliano, è sempre stato considerato, meritatamente, il più efficiente e preciso al mondo e lo ha dimostrato in numerose occasioni, fornendo le informazioni utili per colpire con estrema precisione gli avversari di quel paese.
Fra le operazioni più clamorose, ricordiamo quella che a settembre dello scorso anno ha causato 18 morti e circa 4000 feriti per l’esplosione di cercapersone imbottiti di esplosivo, utilizzati da membri del gruppo libanese di Hezbollah.
Molte altre operazioni potrebbero confermare l’efficienza del Mossad, fino a quella di oggi, con l’attacco al sito nucleare iraniano che ha causato la morte di importanti figure di scienziati e generali.
Ci si chiede allora, perché la bravura del Mossad non è stata utilizzata per colpire Hamas in risposta all’attacco del 7 ottobre 2023.
Visti i precedenti, sarebbe stato logico aspettarsi una analoga precisione per colpire quel gruppo terroristico, anche considerato il fatto che gli israeliani sanno benissimo chi sono, se non altro perché li hanno finanziati per anni.
Se non lo hanno fatto, se da un anno e mezzo il territorio di Gaza è oggetto di bombardamenti e operazioni militari che hanno già fatto 60.000 morti, quasi tutti civili inermi, se gli aiuti umanitari sono stati bloccati e la popolazione palestinese è ridotta alla fame e i sopravvissuti patiranno per sempre le conseguenze della denutrizione, se da un anno e mezzo accade tutto questo – con il silenzio complice dei paesi occidentali – la spiegazione è una sola: non si voleva colpire Hamas ma tutto il popolo palestinese.
Non avere colpito con precisione chirurgica, come gli israeliani sanno fare benissimo, i militanti di Hamas è la conferma che si tratta di un genocidio. Un genocidio premeditato e scientificamente portato avanti, come quello di cui nel secolo scorso sono stati vittime gli ebrei europei.