I promessi Sposi sono forse il romanzo più famoso in Italia, e don Abbondio e Padre Cristoforo sono fra i suoi personaggi più noti. Personaggi sempre attuali, perché da sempre nella realtà sono esistite persone, laici e religiosi, identificabili con l’uno o con l’altro.

Sono esistiti anche nella chiesa siciliana e quattro di loro hanno pagato con la vita il loro coraggio nell’opporsi alla violenza e al sopruso.

Si tratta di don Giorgio Gennaro, ucciso a Palermo nel 1916 perché aveva denunciato le infiltrazioni criminali nell’amministrazione delle rendite ecclesiastiche e dei fondi per la beneficenza, di mons. Costantino Stella, arciprete di Resuttano (CL) e mons. Stefano Caronia, arciprete di Gibellina (TP), uccisi rispettivamente nel 1919 e 1920 perché impegnati nel sociale.

Il quarto è il più famoso, perché è nostro contemporaneo. Si tratta di Padre Pino Puglisi, 3P come affettuosamente lo chiamavano i suoi parrocchiani di Brancaccio, il quartiere di Palermo dove era nato e dove era stato chiamato a svolgere la sua missione.

Si potrebbe scrivere molto su Padre Puglisi, ma qui vogliamo ricordarlo con le parole di una sua ex alunna, oggi docente alle scuole superiori, Daniela Li Puma.

La professoressa Li Puma cita Leonardo Sciascia, per il quale la Sicilia non ha bisogno di eroi ma di maestri, perché di eroi ne abbiamo avuto davvero troppi ma non sono bastati a cambiare le cose”. Aggiunge la professoressa che se l’eroe diventa un “simulacro distante e irraggiungibile” non acquisisce quella forza educatrice, quello stimolo all’imitazione che possono aiutare a cambiare le cose.

Per questo afferma che i nostri (soprattutto di noi siciliani) eroi sono, devono essere, dei maestri, sono coloro che hanno avuto il coraggio di aprire un varco, una breccia. “I maestri sono quelli che non ti dicono mai cosa essere, ma ti danno l’opportunità di scegliere come essere”.

Proprio come un vero Maestro Li Puma ricorda Padre Puglisi, suo professore di religione al ginnasio, un uomo che “guardava tutti negli occhi con mitezza disarmante e sorrideva spesso”, che parlava sempre della forza dell’amore, che può cambiare il mondo.

Di Padre Puglisi si parlerà in un convegno che si svolgerà il 14 ottobre prossimo alle 17.30 presso il Seminario Interdiocesano di Catania. Relatori saranno Mons. Salvatore Gristina, che è stato compagno di seminario e amico del parroco di Brancaccio e il dott. Giovanbattista Tona, giudice della Corte di Cassazione, che da universitario iscritto alla FUCI ha conosciuto e frequentato il Beato palermitano.

In collegamento interverrà Giuseppe Carini, il testimone di giustizia che ha permesso di identificare e condannare gli esecutori e i mandati dell’assassinio.

Di Salvatore Azzuppardi Zappalà

Salvatore Azzuppardi Zappalà, scrittore, è nato e vive a Catania. Dopo la laurea in Scienze Politiche ha lavorato come bancario e poi consulente finanziario indipendente. Specializzatosi in Diritto Bancario è anche consulente tecnico-legale su contratti di finanziamento e investimento. Ama le buone letture (i suoi pilastri sono Victor Hugo, Hemingway, Steinbeck, Conrad e Garcia Marquez), la buona musica italiana ed è appassionato di storia, in particolare della Seconda Guerra Mondiale. Su quel tragico periodo ha collezionato testimonianze di vita vissuta, che ha raccolto nell’antologia 1943-1945. Per non dimenticare. Nel suo primo romanzo – “Ti ricordi quella strada …​“, Algra Editore – l’Italia degli anni Settanta fa da sfondo alla storia di Lia e Francesco, in questo che non è solo un romanzo storico, di formazione e di sentimenti (non sentimentale, però), ma un tributo a uno dei periodi più controversi della nostra storia repubblicana. Non solo anni di piombo, ma soprattutto anni fertili, gli anni dell’impegno in politica e nel sociale, gli anni in cui si prese coscienza delle problematiche ambientali e dell’importanza della partecipazione.