Continua la nostra ricerca per gli amici di Sicilia Buona nel mondo dell’Art Brut con un artista trapanese di grande spessore, Mario Cassisa.
Dalle esperienze internazionali alle suggestioni delle civiltà precolombiane: la storia di un artista poliedrico che ha lasciato alla città un importante patrimonio di opere.
Ci sono artisti che attraversano il mondo alla ricerca di nuove forme espressive e altri che, attraverso l’arte, cercano di raccogliere e reinterpretare la memoria delle civiltà. Mario Cassisa appartiene a questa seconda categoria, pur avendo fatto del viaggio una componente fondamentale della propria ricerca artistica.
Nato a Palermo nel 1929 e morto a Trapani il 12 aprile 2008, Cassisa è stato pittore, scultore e autore di opere caratterizzate da una spiccata originalità. Dopo aver vissuto a lungo all’estero, tra Stati Uniti, Messico, Hawaii e diverse città europee, scelse Trapani come luogo in cui stabilirsi e dare forma al proprio universo creativo.
La sua vita fu segnata dalla curiosità intellettuale e dall’interesse per discipline diverse, dalla letteratura all’antropologia, dall’archeologia alla storia delle culture. Un insieme di conoscenze ed esperienze che contribuì a costruire un linguaggio artistico personale, capace di intrecciare suggestioni lontane e riferimenti mediterranei.
Una ricerca artistica senza confini
Nel corso della sua formazione e dei suoi viaggi, Cassisa entrò in contatto con esperienze artistiche internazionali. Particolarmente significativa fu la conoscenza dell’artista statunitense Mark Tobey, con il quale studiò arte a New York.
La sua produzione attraversò periodi differenti, accompagnando i luoghi e le culture incontrati durante il suo percorso. Dalla pittura astratta sviluppata negli anni trascorsi in California alle ricerche ispirate alle civiltà maya e azteche, fino alle opere dedicate alla Sicilia, ai suoi monumenti e alle sue chiese, la sua arte si trasformò continuamente senza perdere la propria identità.
Un ruolo centrale ebbero le culture precolombiane, dalle quali attinse simboli, forme e motivi figurativi. Nelle sue opere, figure umane, animali ed elementi vegetali si trasformano in presenze simboliche, inserite in composizioni ricche di colori e suggestioni.
Pittura, collage, libri d’artista, sculture e totem testimoniano la varietà dei mezzi attraverso i quali Cassisa cercò di esprimere la propria visione del mondo.
Trapani, approdo di una vita in movimento
Dopo tanti viaggi, Trapani divenne il luogo in cui l’artista decise di fermarsi. Nel suo atelier di via Poeta Calvino, nel centro storico della città, arte e vita si incontravano in uno spazio che era insieme abitazione, laboratorio e luogo di conservazione delle opere.
La città non rappresentò soltanto un rifugio, ma anche un punto di sintesi di esperienze maturate altrove. Nella sua ricerca, il Mediterraneo e la Sicilia entrarono in dialogo con le culture conosciute durante i soggiorni internazionali, dando vita a un immaginario composito e riconoscibile.
Secondo le fonti dedicate alla sua attività, Cassisa lasciò a Trapani oltre duemila opere, testimonianza di una produzione ampia e articolata. Un patrimonio che comprende differenti tecniche e linguaggi e che merita di essere conosciuto, studiato e valorizzato.
La memoria di un artista da riscoprire
La vicenda di Mario Cassisa invita a riflettere sul rapporto tra gli artisti e le città che ne custodiscono l’eredità. Il suo percorso dimostra come una realtà locale possa diventare il punto d’incontro di esperienze, culture e sensibilità provenienti da tutto il mondo.
Conoscere Cassisa significa quindi andare oltre le singole opere e interrogarsi sulla ricerca che le ha generate: il desiderio di esplorare, la curiosità verso le civiltà del passato e la capacità di trasformare incontri e conoscenze in nuove forme espressive.
La sua storia rimane legata a Trapani, città che lo accolse dopo una lunga esperienza internazionale e che oggi conserva una parte importante della sua eredità artistica. Un patrimonio che può ancora offrire occasioni di approfondimento, valorizzazione e scoperta, soprattutto alle nuove generazioni.
Federica Russo, responsabile della Casa Museo Cassisa, racconta ai microfoni di Sicilia Buona Mario Cassisa, un protagonista dell’arte legato alla Sicilia, con un patrimonio artistico importante da preservare e rendere accessibile la memoria culturale del nostro territorio.
