Le buone pratiche spesso arrivano da lontano
Intervista di Alessandra Canino, riprese e montaggio video di Michele Giacalone.
GUARDA IL VIDEO IN FONDO ALL’ARTICOLO
“Per prendersi cura della propria città bisogna prima imparare ad ascoltarla, amandone pregi e imperfezioni.”
È quello che ha fatto un gruppo spontaneo di cittadini trapanesi e non che, al disprezzo e alle lamentele per le mancanze, hanno preferito mettere in azione la coscienza ecologica.
Circa un anno fa, dall’entusiasmo di una signora bergamasca, Luisa Riva, dopo aver acquistato casa al centro storico, è nato “In Riva al mare”, un gruppo autonomo di persone che, ammaliati da questa città le hanno voluto dichiarare un “amore operativo”.
Hanno osservato con empatia; hanno ascoltato il Genius loci dei nostri luoghi, ne hanno visto i bisogni e, con sentimento, si sono “messi a servizio”: volontari ambientalisti per la pulizia delle spiagge.
Il gruppo nel tempo si è trasformato nel nome ma non nella sostanza, dando vita a “Mare da Amare Trapani” unendo persone per eterogeneità di età e provenienza. In una domenica come questa, per esempio, abbiamo visto famiglie con bambini che “giocano” a pulire la spiaggia. Bellissimo Ci sono diversi torinesi stanziali a Trapani, ma anche bresciani, palermitani, olandesi, francesi; anche diversi trapanesi hanno iniziato a sposare la causa. Dall’unione è nata una bella coesione amicale, che gode di momenti di convivialità oltre la settimanale raccolta.
Una eccellenza tra tutti, il professore Giovanni Sgubin, napoletano, climatologo ed oceanografo, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Università degli Studi di Palermo che, entusiasmato dal progetto, collabora contribuendo con la sua competenza sull’origine dei ritrovamenti.
Passeggiando sul lungomare è possibile vederli all’opera: passione al primo posto e, armati di pinze e guanti, ripuliscono le spiagge, riempiendo decine di sacchi di spazzatura della più svariata tipologia. Infatti, ci raccontano, la raccolta differisce da stagione in stagione: l’inverno porta rifiuti dal mare, l’estate raccoglie i resti di inciviltà umane: bicchieri e bottiglie di plastica, di vetro, lattine, giochini per bambini e poi, migliaia di cicche di sigarette, una vera piaga delle spiagge. Non hanno sponsor abituali, si autofinanziano per il recupero delle attrezzature utili alle operazioni.
Sanno di avere la piena gratitudine dell’amministrazione comunale che si rende disponibile ad ogni richiesta, come anche il valido supporto di Formula Ambiente S.p.A., l’azienda che si occupa dell’igiene urbana, per lo smaltimento finale.
Abbiamo voluto zoomare su questo volontariato ambientalista, realtà prodigiosa, sperando che una spirale virtuosa svegli le coscienze coinvolgendo tutti a fare ognuno la nostra piccola parte. Anche un semplice posacenere da borsetta potrebbe fare la differenza, come pure portare con sè un piccolo sacchetto per il recupero di tutto quello che si trova in mare, che del mare non è.
“Il mondo può essere brutto ingiusto persino feroce, ma smettere di cercarci qualcosa di bello sarebbe una sconfitta ancora peggiore…”
Abbiamo incontrato Francesca Bisconti, portavoce del gruppo Mare da Amare.
