In un momento delicato per la libertà d’informazione nel nostro Paese, abbiamo incontrato Marcello Foa, giornalista, saggista ed ex presidente della Rai, per una conversazione a tutto campo sullo stato del giornalismo in Italia e sulle nuove minacce alla libertà di stampa.
L’occasione è drammaticamente attuale: l’attentato a Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, ha scosso l’opinione pubblica e riportato alla memoria le pagine più oscure della storia del nostro Paese. Che segnale è questo attentato per il nostro Paese e per la democrazia?
Da qui prende avvio il nostro dialogo su attacchi ai giornalisti, censura, polarizzazione e manipolazione dell’informazione. Foa riflette sul clima mediatico attuale, sul peso crescente delle pressioni politiche ed economiche, sull’autocensura nelle redazioni e sul ruolo dei nuovi strumenti tecnologici, dall’intelligenza artificiale agli algoritmi dei social, che sempre più spesso filtrano ciò che vediamo e leggiamo.
Non mancano riferimenti alla sua esperienza personale e alla recente chiusura del programma Giù la maschera, che ha suscitato dibattito sul confine tra libertà editoriale e censura. Foa invita a una riflessione profonda sul senso del mestiere di giornalista oggi.
Infine, uno sguardo al futuro: quale spazio resta per il giornalismo d’inchiesta in un’epoca di superficialità e propaganda? Domande cruciali in questa intervista dedicata non solo agli addetti ai lavori, ma a tutti coloro che credono nel valore della libertà di pensiero e del diritto dei cittadini a essere informati.