“L’azzurro dentro, Atlante della leggerezza” è il titolo di una mostra dell’artista siciliana Pupi Fuschi inaugurata nei giorni scorsi presso l’atelier “Interno 65 Spazio contemporaneo” di via XX Settembre a Palermo e curata da Laura Francesca Di Trapani.

In esposizione diciassette tele e sei acquarelli che fanno parte di un progetto, un percorso che racconta corpi sospesi, geometrie instabili e silenzi condivisi. Figure che si muovono tra aria e acqua, tra intimità e distanza, immerse in un azzurro che è insieme mare, cielo e anima.
Un viaggio metafisico alla ricerca dell’attimo, quel momento tanto importante ma facilmente dimenticabile quando dalla potenza di Aristotelica memoria si passa all’atto. E anche in quel caso ci vuole una spinta, un gesto, uno sguardo, un colore, qualcosa che si riveli.

Nelle tele di Pupi Fuschi il movimento è immaginato e come in una commedia dell’arte tutto si muove (stando fermo) tra il sottile equilibrio di un Godot che deve arrivare e un battito d’ali che inclina gli equilibri sottili dell’attesa perché il protagonista nelle tele dell’artista non è il movimento compiuto, ma l’attimo che lo precede.
Ed è l’azzurro è il filo invisibile che unisce tutto.

“Mi interessa il “prima” – dice Pupi Fuschi – il respiro trattenuto. Ho pensato a Nietzsche quando scrive: “Devi avere in te un caos per generare una stella danzante.” il corpo diventa allora immagine di energia vitale, tensione tra caos e armonia. Oppure a Rilke, che nelle Elegie Duinesi evoca il desiderio di elevarsi oltre i confini terreni. I miei tuffatori, con gli occhi chiusi e i gesti leggeri, appartengono a questo spazio sospeso, più danza che sport, più poesia che realismo. Il colore amplifica la sospensione: fondi monocromi, azzurri assoluti che ricordano l’immaterialità. Uno spazio senza gravità, abitato solo da corpi che cercano il loro posto nell’aria”.

Tutto converge in un colore: l’azzurro! ed è per questo che questa mostra ha come titolo “L’azzurro dentro” perché non bisogna andare alla ricerca di quell’azzurro che ci circonda, ma di quello che abita dentro di noi.
La mostra è visitabile anche questo fine settimana, venerdì e sabato dalle 17,00 alle 22,00
