L’esito del referendum sulla Giustizia è il segno di una frattura profonda tra il Governo Meloni e il Paese reale. L’Italia chiede un cambiamento, e il Governo non può ignorarlo. Mentre il primo effetto immediato del voto si traduce in una serie di dimissioni a catena, sono diverse le domande inevitabili, tra cui: – I giovani che sono stati il motore di questo referendum, lo saranno anche alle prossime elezioni nazionali? – La vittoria del No è automaticamente una vittoria dell’opposizione, che deve ancora costruire un progetto di governo credibile? – Il No è stato espresso forte e chiaro soprattutto dal Sud del Paese, malgrado il centrodestra sia al governo in molti territori del meridione: come interpretare questo dato? Ne parliamo con Massimo Cacciari per analizzare meglio l’esito del voto.
Intervista di Anna Lisa Maugeri in collaborazione con Crescere Informandosi.
Massimo Cacciari: filosofo, saggista e figura di riferimento del dibattito civile italiano. Già sindaco di Venezia e professore emerito di Estetica, Cacciari attraversa da decenni il panorama culturale e politico con uno sguardo capace di scorgere le correnti profonde sotto la superficie del quotidiano. Lo abbiamo invitato per analizzare l’esito della consultazione referendaria sulla Giustizia e le sue onde d’urto sul governo e sul tessuto democratico del Paese.
