L’Italia si ferma venerdì 30 ottobre 2026 per lo sciopero generale
Una nuova ondata di mobilitazioni nazionali è pronta ad attraversare il Paese. Venerdì 30 ottobre 2026 è stato indetto uno sciopero generale di 24 ore che vedrà i lavoratori scendere in piazza in decine di città italiane. L’auspicio è che i numerosi cortei in programma mantengano un carattere pacifico, scongiurando le tensioni e gli scontri che hanno purtroppo caratterizzato alcune recenti manifestazioni nel Nord Italia.
L’iniziativa nasce da dall’USB (Unione Sindacale di Base) ed è sostenuta da una fitta rete di sigle collegate e autonome: Cobas Pt, Sudd Cobas, Sindacato Sociale di Base e Fi-si, l’USI-CIT, SIAL Cobas, ADL Cobas, CLAP e Cobas.
La mappa delle adesioni e il nodo trasporti
La manifestazione coinvolgerà in modo trasversale sia l’impiego pubblico sia il settore privato e i seguenti settori:
- Scuola e Università: Braccia incrociate per docenti, personale ATA e mondo della ricerca in ogni ordine e grado.
- Sanità: Negli ospedali e nelle ASL saranno garantiti esclusivamente i servizi minimi assistenziali e di pronto soccorso.
- Pubblica Amministrazione: Possibili disagi negli uffici di Ministeri, Regioni ed Enti Locali.
- Vigili del Fuoco: Il personale del corpo nazionale avvia la protesta in modo frazionato già dal 29 ottobre.
- Comparto Privato: Stop in uffici, fabbriche, negozi e nei poli della logistica o nei porti legati alle sigle promotrici.
Rispetto ai programmi iniziali, i servizi di trasporto pubblico di linea sono stati esclusi dallo sciopero generale proclamato dall’USB per venerdì 30 ottobre 2026. La Commissione di Garanzia ha infatti contestato la violazione della cosiddetta franchigia, il periodo di tutela dal 30 ottobre al 5 novembre previsto in occasione della festività di Ognissanti e della commemorazione dei defunti. A seguito dell’intervento della Commissione, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha emanato un’ordinanza di precettazione, imponendo la regolare prestazione lavorativa al personale interessato. L’USB ha contestato il provvedimento, annunciando la volontà di proseguire la mobilitazione. I servizi di trasporto pubblico locale sono pertanto previsti regolari, ma non si possono escludere eventuali disagi.
Le rivendicazioni: salari e opposizione al riarmo
Al centro della protesta ci sono il contrasto al carovita, la tutela dei salari e la forte critica alle scelte economiche dell’esecutivo. I sindacati chiedono a gran voce investimenti strutturali a tutela delle famiglie, il ripristino del meccanismo di scala mobile per l’adeguamento degli stipendi all’inflazione, il calo dell’Iva sui beni di prima necessità e il blocco dei prezzi di tariffe, affitti e mutui. Le istanze dei lavoratori chiedono inoltre di stornare i fondi destinati al riarmo per convogliarli sul welfare e sui servizi pubblici.
Il calendario dei presidi territoriali
I manifestanti si raduneranno in circa 40 piazze, stazioni e scali marittimi. Di seguito l’elenco dei principali appuntamenti e orari diffusi dalle organizzazioni sindacali:
- Sicilia: Palermo (ore 9:00, Piazza Politeama); Catania (ore 9:30, Porto); Ragusa (Pozzallo, ore 17:00 Piazza dei Marinai); Alcamo (ore 8:30, Quartiere Maria Ausiliatrice).
- Calabria: Cosenza (ore 9:00, Piazza Loreto); Reggio Calabria (ore 9:00, Piazza De Nava).
- Puglia: Bari (ore 9:30, Piazza Prefettura); Lecce (ore 9:00, Porta Napoli).
- Basilicata: Potenza (ore 9:00, Piazza Cagliari).
- Campania: Napoli (ore 9:30, Piazza Mancini); Benevento (ore 9:30, Piazza Vittoria Colonna).
- Molise: Campobasso (ore 9:00, Piazza San Francesco); Termoli (ore 8:30, Piazza Donatori di Sangue).
- Abruzzo: Pescara (ore 10:00, Piazza Italia).
- Sardegna: Sassari (ore 9:30, Piazza San Vincenzo); Nuoro (ore 9:00, via Dante); Cagliari (ore 9:30, Piazza Garibaldi con corteo verso il Porto).
- Lazio: Civitavecchia (ore 9:00, Corso Centocelle/Teatro Traiano); Roma (ore 10:30, Piazza dei Cinquecento); Latina (ore 9:00, Piazza del Popolo).
- Umbria: Perugia (ore 8:30, Piazza Partigiani).
- Marche: Ancona (ore 10:30, Corso Carlo Alberto/Piazza Ugo Bassi).
- Toscana: Massa (ore 17:00, Piazza Garibaldi); Carrara (ore 6:00, Porto); Pisa (ore 9:00, Piazza Gaza/XX Settembre); Livorno (ore 6:00 rotatoria Ponte Penova, ore 9:00 Piazza Cavour); Firenze (ore 10:00, Piazza Bambine e Bambini di Beslan); Siena (ore 9:00, terminal bus Pescaia); Piombino (ore 16:00, Piazzale Premuda/Porto); Grosseto (ore 9:30, Piazza Rosselli).
- Emilia Romagna: Piacenza (ore 8:00, parcheggio Cheope); Bologna (ore 9:30, Piazza Maggiore); Ravenna (articolata dalle ore 9:00 in Piazza del Popolo, ore 10:00 in Darsena, con cortei verso Marina di Porto); Rimini (ore 9:00, Arco d’Augusto).
- Liguria: Imperia (ore 9:30, Piazza Ulisse Calvi); Genova (ore 9:30 Varco Albertazzi, ore 10:00 Stazione Principe); La Spezia (ore 9:30, Prefettura).
- Lombardia: Milano (ore 10:00, Piazza Duca D’Aosta); Brescia (ore 9:00, metro San Faustino); Bergamo (ore 17:00, Piazza Gaza/Porta Nuova).
- Piemonte: Verbania (ore 17:00, Piazza Ranzoni); Novara (ore 9:30, Piazza Cavour); Torino (ore 9:30, Piazza Palazzo di Città); Alba (ore 8:30, Piazza Garibaldi); Cuneo (ore 9:00, Piazza Europa).
- Veneto: Padova (ore 8:00, Stazione); Vicenza (ore 8:00, Piazza Castello); Verona (ore 7:30, Piazzale 25 Aprile); Venezia (ore 9:00, Campo S. Margherita).
- Friuli Venezia Giulia: Trieste (ore 9:00, Varco 4 Punto Franco Nuovo).
Porti: la protesta internazionale contro le armi
Un capitolo cruciale della giornata riguarderà i lavoratori portuali. La mobilitazione assume in questo comparto un valore internazionale, finalizzato a bloccare e contestare il transito marittimo di armamenti. USB ha reso noto che la protesta si collegherà a network sindacali mondiali, interessando oltre 100 scali marittimi distribuiti su quattro continenti (tra cui Australia, Spagna e Paesi Baschi, Brasile, Francia, Germania, Grecia, Turchia, Stati Uniti e Uruguay). Sul territorio nazionale, i presidi più caldi si concentreranno nei nodi portuali di Genova, Trieste, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Ancona, Carrara, Bari e Ravenna.
