La mimosa d’oro a Rosa Di Stefano, una donna che vuole cambiare la Sicilia
Rosa Di Stefano, Presidente Federalberghi Palermo, insieme a figure di spicco del panorama nazionale come Ilaria Borletti Buitoni, vice Presidente del FAI, Debora Diodati, Vice Presidente Vicario della Croce Rossa Italiana, Paola Castiglia, Docente e giornalista, Angelisa Castronovo, Avvocato e produttrice cinematografica, Claudia Fauzia, scrittrice e attivista femminista, Amal Khayal, responsabile CISS Ong Striscia di Gaza, ha ricevuto il Premio Mimosa D’oro, creato da Lina Urso Gucciardino del centro artistico culturale, editoriale Renato Guttuso, giunto alla sua 34° edizione.

I messaggi che sono arrivati dalle donne premiate in questa indimenticabile serata sono la richiesta di pace, di giustizia e di solidarietà e contro ogni guerra. Sono i sentimenti che mancano nei tempi che stiamo vivendo e che hanno fatto battere forte il cuore del pubblico.
Un mondo nuovo è possibile…
Rosa Di Stefano è una giornalista, una manager, una persona veramente speciale che ha creato uno degli appuntamenti culturali più importanti in Italia, Un tè con l’autore in uno dei luoghi magici della città: il Palazzo del poeta, dove è nato il poeta Meli. A Rosa Di Stefano desidero porre qualche domanda.
L’Intervista
D: Quanti premi hai ricevuto nella tua carriera?
R: Non ho mai contato i premi che ho ricevuto, perché per me non sono numeri, ma segni di fiducia e di responsabilità. Nella mia vita ho ricevuto diversi riconoscimenti, si, è vero, ognuno con un valore particolare. Alcuni hanno premiato il lavoro giornalistico, altri l’impegno imprenditoriale, culturale, sociale e altri ancora la capacità di fare rete nel turismo. Ogni volta che qualcuno ha voluto riconoscere il mio lavoro ho sentito più forte il dovere di restituire qualcosa, di continuare a seminare bellezza e impegno. Ogni premio è stato come uno specchio che mi ha rimandato l’immagine non solo di me, ma della comunità, delle donne, degli imprenditori che porto con me.
D: Cosa hai provato nel momento in cui hai ritirato il Premio della Mimosa d’oro ad Agrigento?
R: È stato un vortice di emozioni. Ho pensato subito a mio marito Nicola, al nostro cammino fatto di sogni condivisi e di fatiche affrontate insieme. Ho pensato ai miei figli, che sono la ragione per cui non ho mai smesso di rialzarmi, anche quando sembrava impossibile. Quel Premio non era solo una mimosa tra le mani, ma la carezza di tante donne che, come me, lottano ogni giorno, che cadono e si rialzano, che non smettono di credere nella vita. Ho provato gratitudine, e insieme una grande responsabilità: trasformare quel riconoscimento in nuova forza.

D: Come riesci a conciliare la cultura, il turismo, gli alberghi e la famiglia?
R: La verità è che non li separo mai. Per me cultura, turismo e famiglia sono intrecciati come fili di un unico tessuto. La cultura entra negli alberghi, il turismo si nutre di cultura e la mia famiglia è il cuore che dà senso a ogni cosa. Ogni libro che presento, ogni evento che creo, ogni progetto che avvio porta con sé un po’ della mia vita privata, dei miei valori, del desiderio di lasciare qualcosa di buono ai miei figli e alla mia terra. Non è facile, ma è naturale, perché tutto nasce dallo stesso seme: l’amore.
D: Quali sono le nuove cose che stai preparando?
R: Oggi vivo un tempo di semina e di rinascita. Con Federalberghi sto portando avanti battaglie importanti per il futuro del turismo, perché credo che la nostra terra meriti più ordine, più rispetto, più visione. Con la mia azienda ho voluto aprire la quinta struttura ricettiva, appena un mese fa, puntando sui borghi dell’entroterra, così nasce Baglio Tramontana a Gangi: un sogno che unisce ospitalità, natura e autenticità siciliana, un abbraccio al territorio e alla sua gente. Continuo a dare voce alla cultura con la rivista È Geniale e con la rassegna Un tè con l’autore®, perché penso che le parole possano cambiare i cuori e costruire futuro. E soprattutto sto portando avanti il mio sogno, quello di trasformare, con amore e responsabilità la realtà che ho costituito con il mio gruppo alberghiero (che oggi conta cinque realtà), in nuove opportunità per i miei figli, per i miei tanti collaboratori e per la mia terra.
In fondo, ogni premio, ogni nuovo progetto, ogni traguardo raggiunto è soltanto una tappa di un cammino che non si ferma. Io vivo con la certezza che la cultura, il turismo, l’impresa e la famiglia siano radici dello stesso albero: senza l’una l’altra non avrebbe forza. Ho imparato che si cade e ci si rialza, che i sogni possono diventare realtà se hanno dentro amore e responsabilità.
Oggi porto avanti ciò che ho costruito con Nicola e punto a consolidare anche quello che sto realizzando da sola con le persone che mi camminano accanto. Porto avanti la mia terra, che resta la mia vera missione.
Se dovessi racchiudere tutto in una parola, direi gratitudine: per il passato che mi ha reso ciò che sono, per il presente che mi chiede coraggio, per il futuro che voglio continuare a scrivere con la luce, i sogni e la bellezza che questa vita, nonostante tutto.

La splendida e indimenticabile serata del Premio è stata condotta da Giuseppe Moscato e Gabriella Omodei. L’evento si è concluso con uno splendido concerto di Amedeo Minghi.
Ecco il discorso che Rosa Di Stefano ha letto nel ricevere il Premio della Mimosa D’oro nel teatro della Valle dei Templi di Agrigento:
Signore e Signori,
Autorità, colleghe e colleghi, amiche e amici,
Ricevere oggi il Premio Mimosa è per me un onore che non riguarda soltanto la mia persona, ma attraversa tutta la mia storia: quella di una donna, di una madre, di un’imprenditrice che ha sempre creduto nel valore della passione, della resilienza e della responsabilità.
La mia vita è stata un intreccio costante tra sogni e fatica, tra progetti costruiti con determinazione e momenti in cui tutto sembrava crollare. Ho imparato presto che nulla ci è regalato: ogni traguardo si conquista con coraggio, e spesso a caro prezzo.
Ho avuto la fortuna di condividere la mia strada con mio marito Nicola, Insieme abbiamo costruito aziende, creato ospitalità, sognato in grande per la nostra terra. La sua scomparsa ha segnato la ferita più dolorosa della mia vita. Eppure, proprio da quella ferita ho trovato la forza di rialzarmi: per i miei figli, per il nostro sogno, per i tanti che credevano in noi. Ho capito che l’amore non finisce mai: si trasforma in responsabilità, in esempio, in eredità morale.
Il mio percorso professionale non è fatto solo di numeri, strutture e progetti. È fatto di persone. Di collaboratori che considero famiglia, di viaggiatori che scelgono la Sicilia e trovano non solo un letto ma un abbraccio, di istituzioni e colleghi con cui ogni giorno cerco di costruire futuro. Oggi rappresento Federalberghi Palermo con la consapevolezza che non si tratta soltanto di turismo: si tratta di identità, di cultura, di sviluppo.
Vorrei ora aggiungere un tassello importante del mio impegno culturale.
Ho ideato e conduco con grande passione la rassegna letteraria “Un tè con l’autore”, uno spazio raffinato e accogliente in cui, attorno a una calda tazza di tè, si instaura fin da subito un rapporto confidenziale con gli autori. Non si tratta di semplici presentazioni: curo una selezione attenta dei testi, evitando generi ripetitivi e garantendo sempre la gratuità per gli autori. Gli incontri sono arricchiti da interviste appassionate, momenti musicali, teatrali e anche supporti video, con lo scopo di far emergere la bellezza e le emozioni dei testi .
Parallelamente, dall’idea della rassegna è nato il magazine “E’ geniale”, una pubblicazione mensile nata nel 2024 che dedica spazio anche alla rassegna “Un tè con l’autore” e si afferma come un osservatorio culturale che valorizza figure geniali rilevanti .
Voglio, ringraziare con sentita riconoscenza il comitato tecnico scientifico — senza il cui lavoro costante e l’intensa passione tutto questo non sarebbe possibile.
E dopo questo magazine ha preso vita il caffè letterario “Nirò”, uno spazio fisico e ideale dove lettura, confronto e ospitalità si fondono. È un luogo costruito attorno al piacere della lettura, del dialogo e della riflessione, un mondo che collega menti brillanti e appassionate della nostra terra.
Ma il Premio Mimosa, più di tutto, è un riconoscimento al cammino delle donne. Donne che tengono in piedi famiglie, imprese, comunità. Donne che cadono e si rialzano, che imparano a trasformare la fragilità in forza. Donne che sanno sorridere anche quando hanno il cuore ferito.
Se c’è un messaggio che vorrei lasciare stasera è questo: non esiste sogno troppo grande per chi ha il coraggio di crederci. Non esiste caduta che non possa diventare un nuovo inizio. Non esiste dolore che non possa essere trasformato in amore.
Dedico questo premio:
- Ai miei figli, che sono la ragione della mia resilienza.
- Alla mia squadra, che ogni giorno costruisce insieme a me.
- A tutte le donne che non smettono di lottare per affermarsi e per essere libere di scegliere.
- E anche a chi, per ciascuno di noi, non c’è più, ma continua a vivere nei nostri passi, ricordandoci che la vita, pur tra ferite e battaglie, resta sempre il dono più grande.
