Antonio Ingroia, avvocato ed ex magistrato, racconta a Sicilia Buona il suo ultimo libro dal titolo “Traditi. Le mie verità sui misteri di Palermo e sulla Magistratura“, edito da Piemme. Servizio realizzato da Michele Giacalone per Sicilia Buona.
👉 Seguici su Sicilia Buona
➡️ www.siciliabuona.com
📌 Iscriviti al nostro canale YouTube
❤️ Metti like
📲 Condividi i nostri contenuti
💪 Sostieni Sicilia Buona
IL LIBRO
https://www.edizpiemme.it/libri/traditi/
La storia della lotta alla mafia è una storia soprattutto di grandi tradimenti, oltre che di grandi uomini che si sono immolati per la causa. I protagonisti infatti sono stati tutti, in qualche modo, traditi da qualcuno. Antonio Ingroia, oggi avvocato, in un dialogo appassionato e senza reticenze con Massimo Giletti, racconta le sue verità di magistrato di sinistra tradito dalla sinistra politica. Il suo è una specie di memoriale in cui affida al suo interlocutore i suoi ricordi e la sua esperienza di magistrato, le tante vicende del passato che lo hanno visto in prima linea nella procura di Palermo, con i suoi maestri, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, tra misteri ancora irrisolti, omissioni e depistaggi. Un j’accuse neanche troppo velato ai nemici e ai finti amici nelle procure, nelle correnti e della politica, una rilettura amara di cosa sia stata e abbia significato la stagione delle stragi e della Mafia corleonese; delle sue lotte intestine, tra connivenze e ambiguità intollerabili e delle domande senza risposta che ancora avvolgono le morti dei due grandi magistrati siciliani. E poi, ancora, la sua uscita improvvisa dalla magistratura per il tradimento di quegli ambienti giudiziari e politici che riteneva suoi naturali alleati, nel momento in cui alcune intercettazioni toccano il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E la sua nuova vita di avvocato alle prese con episodi di malagiustizia quotidiana. “Traditi” è un libro ricco di rivelazioni, ricordi personali e riflessioni su una stagione indimenticabile, tragica, decisiva nella storia di questo Paese.
ANTONIO INGROIA
Nel 1987 è entrato in magistratura e ha iniziato la carriera al fianco di Giovanni Falcone e soprattutto di Paolo Borsellino, di cui è stato l’allievo prediletto. Dal 1992 ha svolto la sua attività nella Procura distrettuale antimafia di Palermo occupandosi di molti processi importanti, da quelli agli alti funzionari dei servizi segreti Contrada e Mori al processo Dell’Utri, dall’omicidio Rostagno alla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, fino all’ultima clamorosa inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, che Chiarelettere pubblica in forma di libro intervista (assieme ai giornalisti Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza) nel 2012, sotto il titolo Io so. Dal 2009 è procuratore aggiunto a Palermo e coordinatore della Procura distrettuale antimafia. Nel novembre 2012 ha accettato l’incarico propostogli dall’Onu di capo dell’Ufficio Indagini della Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala. Collaboratore de «l’Unità », di «MicroMega» e di altre riviste, ha scritto vari libri, fra cui C’era una volta l’intercettazione (Nuovi Equilibri-Stampa alternativa 2009), Nel labirinto degli dèi (Il Saggiatore 2010), Palermo (Melampo 2012). Biografia tratta dalla pagina dedicata all’autore sul sito Chiarelettere
