Ho imparato in questi anni, fra un’intervista e l’altra, che il mestiere di chi fa le domande non è affatto semplice come si potrebbe pensare. C’è una responsabilità nell’intervistatore, nella scelta accurata delle domande, nella direzione che si decide di intraprendere per condurre l’intervistato verso un racconto inedito e autentico di sé.
Serve certamente preparazione, ma al di là dei temi trattati o della persona da intervistare che hai di fronte, serve delicatezza e rispetto. Maurizio Piscopo dimostra di saperlo bene. La sua eleganza nei toni e il rispetto che mostra nelle sue interviste, sia nei confronti dell’intervistato che dei lettori, contraddistinguono il suo modo di essere e di lavorare e sono merce rara oggi, in un mondo imbruttito dai toni accesi, dalla volgarità e dall’arroganza che sempre più spesso prendono prepotentemente la scena e sviliscono i contenuti.
L’intervista a Tosca è forse, ad oggi, la perla rara di cui ci fa dono Maurizio e non a caso la pubblichiamo oggi nella Giornata internazionale della donna. Tosca è la donna di successo che tutte noi vorremmo essere e ci impegniamo ogni giorno per esserlo: libere, determinate, autentiche.
Questo è l’augurio che facciamo a tutte voi, bambine, ragazze, donne. Sfidate il mondo con la vostra unicità, non sacrificatene nemmeno un grammo per adeguarvi a regole ingiuste o canoni rigidi e che vi mortificano. Grazie di cuore a Maurizio Piscopo per avercelo ricordato attraverso questa bellissima intervista. In questo giorno speciale che coincide con il suo compleanno auguriamo a Maurizio tutto il bene del mondo.
Anna Lisa Maugeri
TOSCA: TALENTO IMMENSO TRA MUSICA E TEATRO. TOSCA SI RACCONTA NELL’INTERVISTA DI MAURIZIO PISCOPO
Vorrei incontrarti tra cent’anni. Omaggio a Tosca di Maurizio Piscopo
“Le donne sono come le stelle, per quanto tu possa chiudere gli occhi loro ti illumineranno sempre”!
Ho conosciuto Tosca al Teatro Politeama di Palermo dopo un suo straordinario concerto. Me l’ha presentata il compositore Marco Betta, memoria storica della musica. Più volte ho ascoltato Tosca in teatro, alla radio e in Tv. La sua voce riesce sempre a incantare. Se canta alla radio fermo tutto per ascoltarla, il suo canto illumina le città. Quando è in Tv lascio gli impegni e l’ascolto con gioia. Di Tosca hanno scritto in maniera entusiasta i maggiori giornali. Le Tv di tutto il mondo hanno trasmesso le interviste e le sue musiche alla presenza dei musicisti più conosciuti dei cinque continenti. La sua voce ha la capacità di farmi star bene, mi riappacifica con tutti, mi rende felice, mi porta in posti magici fuori dalla realtà. Quel pomeriggio al Politeama, le parlai delle musiche dei barbieri, artisti multitasking e del libro “Musica dai saloni” appena pubblicato dalla Casa Museo Antonino Uccello di Palazzolo Acreide, scritto con Gaetano Pennino, con la prefazione di Andrea Camilleri e una nota di Sergio Bonanzinga e con le musiche eseguite dalla Compagnia popolare favarese composta da me, Peppe Calabrese, Mimmo Pontillo, Nino Nobile, Raffaele Pullara, Pasquale Augello. Mi ascoltò con attenzione, poi chiese quel libro che l’aveva incuriosita tanto, per donarlo al marito Massimo Venturiello attore e regista affermato. Il libro non l’avevo con me. Lei aveva l’aereo per Roma entro un’ora, così decisi di prendere un taxi. Stabilii il prezzo di andata e ritorno con il tassista. In quegli anni i tassisti palermitani non usavano molto il tassametro si facevano pagare a merito. Corsi a casa, presi una copia di “Musica dai saloni” e gliela portai velocemente in teatro. Dopo un breve periodo di tempo ci rivedemmo nella mia casa di Palermo con Tosca, Massimo e Ruggero Mascellino per parlare dello spettacolo che stava per nascere, intitolato Barberia, con un testo teatrale di Gianni Clementi. Tosca ha scelto le musiche ed è stata la madrina per antonomasia. Barberia ha girato con successo i maggiori teatri italiani. Dopo le prove a Gangi, uno dei più bei borghi della Sicilia, il primo spettacolo è stato rappresentato ad Asti. La storia con lei inizia da qui… Mi sia consentito di offrirle idealmente una mimosa nel giorno della festa della donna e in punta di piedi iniziare l’intervista.

D: Quando è iniziata la tua avventura nel mondo della musica?
R: Se ti riferisci alla nascita della mia passione, fu quando mio padre mi portò a vedere uno spettacolo di Gabriella Ferri. Vedere questo incredibile personaggio – mai abbastanza ricordato – in tutte le sue trasformazioni, con un’energia e una comunicativa impressionante, mi fece dire: da grande voglio fare questo lavoro. Parlando invece degli inizi (vera gavetta), cantavo in locali storici, come il Classico o il Talent Scout, a Roma. Una sera tra il pubblico c’era Renzo Arbore… il resto è storia.
D: Come eri da bambina, quando hai scoperto le tue qualità?
R: Ti dico solo questo: usavo la corda per saltare come microfono. Si capì da subito, che ero nata per fare ciò che faccio.
D: La tua maniera di cantare è straordinaria, abbraccia tutte le storie dei paesi del mondo, infatti canti in diverse lingue e ti confronti con molte culture musicali. Certe volte nelle tue interpretazioni scorgo malinconia, sofferenza, ribellione, dolore. Dove nascono questi sentimenti?
R: Beh, sono indubbiamente una persona molto istintiva… quello che cerco di restituire nelle mie interpretazioni è questa mia naturalezza, filtrata attraverso la lente della mia instancabile voglia di conoscere, di studiare, di comunicare.
D: In Italia e nel mondo sei tra le Artiste internazionali più amate e apprezzate dal grande pubblico, seguita dai bambini e dalle donne colte e non solo, che hanno gusti raffinatissimi. La tua voce ha molte espressioni, quando canti cambi faccia, certe volte ho la sensazione che dentro di te ci siano insieme più personaggi…
R: In effetti, porto sempre con me le persone che amo, gli incontri importanti, i passanti (De André docet) che hanno lasciato un segno, i volti e le voci che per qualche motivo – spesso insondabile – restano appesi a quella misteriosa tela che è la nostra anima. Quindi sì, possiamo dire che la mia voce – a volte anche inconsciamente – riassume tutte queste essenze.
D: Cosa rappresenta il Festival di Sanremo che hai vinto nel 1996 insieme a Ron con la canzone “Vorrei incontrarti fra cent’anni” e quante volte hai partecipato a questa grande festa degli italiani, che tutti criticano, ma di cui nessuno riesce a fare a meno?
R: Cinque volte, più una volta come ospite in un duetto. Ovviamente la vittoria del 1996 rappresenta una svolta fondamentale della mia carriera, anzi due: la prima è la popolarità improvvisa e l’ascesa ai vertici della musica pop italiana; la seconda è la scoperta che io, in quel mondo, non mi trovavo a mio agio. Poco dopo, infatti, ho compiuto scelte “anomale” per chi popolava – e ancora popola – quell’ambito, entrando prima nel mondo del musical, per poi passare alla ricerca, al teatro canzone, alla sperimentazione e alla contaminazione con altre culture. Scelte che in certi momenti – soprattutto all’inizio – ho anche pagato a caro prezzo, ma rispetto alle quali non tornerei mai indietro, e che hanno fatto di me l’artista che sono.
D: C’è una canzone alla quale ti senti più legata?
R: No, sono legata a tante canzoni che hanno scandito la mia vita privata e artistica… sono tanti vestiti belli che ho indossato e alcuni poi me li porto dietro come tante piccole perle…
D: Musica, Teatro e TV… Cosa preferisci?
R: Beh, per me musica e teatro sono in stretta connessione, e non solo ora con gli spettacoli che propongo, ma anche perché io iniziai contemporaneamente come cantante e come attrice. Quindi musica primo amore, ma il teatro viene subito dopo, con un distacco veramente minimo. La TV è un bellissimo mezzo di comunicazione che mi ha dato tanto e che frequento con parsimonia, cercando di vivere solo quelle poche isole di buona TV rimaste.

D: Hai una faccia che può interpretare il Cinema d’Autore. Hai interpretato qualche ruolo oltre a cantare nelle colonne sonore come nel film “Carcere’ e mare” colonna sonora del film Scugnizzi di Nanni Loy?
R: Sì, ho fatto una parte in “Baciami piccina” di Roberto Cimpanelli, e un piccolo cameo in “C’era una volta il crimine” del mio amico Massimiliano Bruno. Oltre ad aver vinto il premio “Protagonista dell’anno” ai Nastri d’argento 2020 con il mio documentario “Il suono della voce”.
D: Con Massimo Venturiello hai realizzato spettacoli memorabili: Romana, Omaggio a Gabriella Ferri, Sto Core mio, La Strada di Fellini, Il borghese gentiluomo di Moliere, Il grande dittatore di Chaplin per citarne alcuni. …Com’è Massimo a casa, fuori dal teatro e dal cinema dove certe volte veste i panni del “cattivo”?
R: La prima cosa da dire è che tutto è meno che cattivo. Abbiamo una confidenza e complicità ormai talmente consolidate che spesso non c’è bisogno di parlare, e tutto questo fortunatamente si riversa anche nel lavoro insieme. Ovviamente, non mancano i diverbi, ma non credo esista al mondo una coppia sana che non discuta mai!
D: Con “Il suono della voce e Morabeza” hai rappresentato l’Italia nel mondo ed hai incontrato i più importanti musicisti e interpreti del mondo. C’è un ricordo in particolare che non hai mai svelato a nessuno?
R: Si, quando ero in Tunisia e Algeria sono arrivata con il cuore in gola per la paura di attentati. Invece quando sono arrivata lì mi sono resa conto di come tutto fosse in allerta ma che in realtà era più la paura che ci mettevano da lontano che altro. E questo ci deve far riflettere su come i media possano essere a volte usati per fermare… e controllare … e manipolare …
D: La mia canzone preferita è Vorrei incontrarti tra cent’anni. Qual è il potere di una canzone?
R: Una canzone può tutto. Può far riflettere, scoprire cose nuove, cambiare l’umore, fare innamorare e in alcuni casi anche cambiare il corso della storia. Basti pensare a tutti i canti di resistenza in tutte le parti del mondo.
D: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
R: Il futuro è già adesso; nel 2024 ho il privilegio di essere Artista residente all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Ho iniziato l’anno con “Unico”, concerto che racchiude i miei tre spettacoli più rappresentativi e che ha registrato il sold out alla sala Santa Cecilia. Poi c’è “D’altro canto”, ovvero tre appuntamenti, ognuno con un tema differente, in cui io e altri ospiti (diversi ogni sera) affrontiamo l’argomento proposto con leggerezza oserei dire “calviniana”, tra chiacchiere e musica. Abbiamo già dedicato una serata a Napoli, le prossime saranno dedicate al Cinema e – il 31 ottobre – alle Streghe di ogni tempo e ogni tipo. Poi ho in cantiere un progetto con Rita Marcotulli, ma senza pressione e senza scadenze. È la fortuna di non dover sottostare alle regole e alle urgenze del mondo musicale mainstream.

Biografia
TOSCA. Cantante e ricercatrice musicale da sempre affascinata dalle musiche del mondo, attrice, eclettica artista con un’innata propensione alla sperimentazione. Da questa sua poliedricità nascono numerosi progetti speciali tra cui Romana – Omaggio a Gabriella Ferri e Sto Core Mio – Notturno napoletano per Roberto Murolo, spettacoli come La strada di Fellini e Il borghese gentiluomo di Moliere, nonché incursioni nel teatro sociale con I monologhi della vagina, Italiane e Donne come noi.
In una carriera di quasi trent’anni, ha collaborato con grandi artisti italiani e internazionali, tra cui Ennio Morricone, Nicola Piovani, Chico Buarque, Ivano Fossati, Renzo Arbore, Riccardo Cocciante, Lucio Dalla, Renato Zero, Ivan Lins, Luísa Sobral, Lenine, Arnaldo Antunes, Sílvia Pérez Cruz, Vincent Ségal, Lotfi Bouchnak, Cézar Mendes, Ron, con cui vince Sanremo ‘96.
Da settembre 2022 è supervisore artistico dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, il Laboratorio e HUB culturale della Regione Lazio che dal 2015 ha guidato già come coordinatore e direttore della sezione Canzone.
Vince la Targa Tenco nel 1997 come migliore interprete con l’album Incontri e passaggi, nel 2019 per il migliore album Viaggio in Italia con il collettivo Adoriza e a giugno 2020 con due Targhe per la miglior canzone singola con Ho amato tutto e come miglior interprete di canzoni per l’album Morabeza, entra in un club riservato a pochissimi artisti che sono riusciti a mettere a segno una doppietta nel premio più tecnico della musica italiana.
Nel 2020 partecipa al 70° Festival di Sanremo con il brano Ho amato tutto, con il quale vince il premio Bigazzi per la migliore composizione. Ha al suo attivo nove dischi in studio e sette live.
Morabeza è l’ultimo disco in studio che conclude un lungo viaggio attraverso i paesi del mondo ed esce accompagnato da ll suono della voce, road movie presentato alla Festa del Cinema di Roma 2019, per cui riceve il premio Protagonista dell’anno ai Nastri d’Argento Doc 2020.
A febbraio ha pubblicato la raccolta D’Altro Canto, contenente le cover eseguite durante l’omonima trasmissione condotta a ottobre 2020 su Radio3 con Giorgio Cappozzo.
In concomitanza della tournée internazionale per il disco Morabeza, nella primavera 2022 pubblica Lo he amadotodo, Amado tudo e J’ai tout aimé, le versioni in spagnolo, francese e portoghese di Ho amato tutto, adattate rispettivamente da Sílvia Pérez Cruz, Adriana Calcanhotto e Awa Ly.
A dicembre 2022 pubblica il CD Morabeza Rendez-vous Live, che raccoglie diciassette tracce, con alcuni inediti, registrate nei due anni del suo lungo tourche ha toccato, oltre che l’Italia, mezza Europa, il Brasile e il Nord Africa, accogliendola tra le sue voci più emozionanti.
Il 26 gennaio 2024 è uscito l’album Sto core mio, ovvero il live dell’omonimo concerto dedicato a Roberto Murolo, registrato al teatro Trianon di Napoli.
Colgo l’occasione di questa intervista per augurare a tutte le donne italiane e del mondo, pace, amore e felicità, con l’auspicio che nel mondo finiscano le guerre e le violenze contro le donne.
