Un riconoscimento all’impegno civile, alla memoria e al potere trasformativo dell’arte. Domenica 12 luglio, nella suggestiva cornice della settantesima edizione del Tindari Festival, la pianista e compositrice Sade Mangiaracina è stata insignita del Premio Tyndaris 2026 per il progetto “A NOME LORO. Musiche e voci per le vittime di mafia”.
L’iniziativa, nata all’indomani dello storico arresto del boss latitante Matteo Messina Denaro e giunta quest’anno alla sua quarta edizione nel Parco Archeologico di Selinunte, è stata premiata per la straordinaria capacità di trasformare una ferita storica in un’occasione di riscatto culturale e civile. Come si legge nella motivazione ufficiale, il premio intende celebrare un’opera che ha saputo restituire dignità alle vittime della criminalità organizzata, promuovendo i valori di libertà e legalità attraverso il coinvolgimento di giovani e artisti.
Sade Mangiaracina, originaria di Castelvetrano — la stessa città del boss —, ha trasformato un’esigenza intima e collettiva in un coro di voci contro il silenzio. «Dopo l’arresto di Messina Denaro ho avvertito un forte disagio nel notare che il racconto mediatico si concentrava su dettagli marginali e gossip, dimenticando il dolore delle vittime e la gravità della mafia», ha raccontato l’artista, visibilmente emozionata. «Essere di Castelvetrano ha spesso significato vedersi appiccicata un’etichetta ingiusta. Con la musica ho voluto dimostrare che la nostra terra è molto di più, e che la cultura è lo strumento più potente per riscrivere la narrazione di un luogo e restituirgli la sua vera identità».
Conferito dal direttore artistico Mario Incudine e dalla giuria del festival, il Premio Tyndaris rende omaggio a un progetto che, partendo dal cuore della Sicilia, è diventato un simbolo di speranza e memoria condivisa per l’intero Paese.
