Servizio di Michele Giacalone per Sicilia Buona
Intervista a Anna Irina Ribaudo, insegnante e Elisabetta Giacalone, allieva.
Oltre i pregiudizi, una disciplina che unisce preparazione atletica, tecnica e creatività. La pole dance è una forma di movimento nella quale il corpo diventa protagonista di una continua ricerca di equilibrio e bellezza.
Per molto tempo, nell’immaginario collettivo, la pole dance è stata associata quasi esclusivamente all’intrattenimento e agli ambienti dello spettacolo. Un’immagine parziale che oggi lascia sempre più spazio alla consapevolezza di una disciplina complessa, nella quale convivono sport, danza, ginnastica e ricerca artistica.
La pole dance è una pratica che richiede forza fisica, coordinazione, flessibilità, equilibrio e una notevole capacità di controllo del proprio corpo. Attraverso l’utilizzo di un palo verticale, gli atleti eseguono figure, rotazioni, salite, inversioni e sequenze acrobatiche che presuppongono allenamento costante, precisione tecnica e progressione nell’apprendimento.
Dietro la leggerezza apparente di un movimento si nasconde spesso un lavoro atletico impegnativo. Braccia, spalle, addominali, gambe e muscolatura profonda vengono coinvolti contemporaneamente. Ogni figura è il risultato di esercizio, concentrazione e ripetizione, mentre la sicurezza rappresenta un elemento fondamentale della preparazione.
Ma la pole dance non è soltanto prestazione fisica. È anche un linguaggio artistico. La musica, la fluidità dei movimenti, la scelta delle figure e la capacità di costruire una sequenza trasformano l’esercizio in una vera e propria composizione coreografica. Il corpo non si limita a eseguire una tecnica: racconta, comunica, interpreta emozioni e dà forma a un’espressione personale.
È proprio in questo incontro tra atletismo e creatività che risiede una delle caratteristiche più interessanti della disciplina. La tecnica fornisce gli strumenti, la sensibilità artistica permette di interpretarli.
Negli ultimi anni la pole dance ha conosciuto una crescente diffusione anche attraverso scuole, associazioni sportive e competizioni, contribuendo a modificare la percezione pubblica di questa attività. La sua pratica coinvolge persone di età e preparazioni differenti, ciascuna con i propri obiettivi e tempi di apprendimento.
Naturalmente, come in ogni disciplina acrobatica, sono indispensabili istruttori qualificati, attrezzature adeguate e un percorso graduale, rispettoso delle capacità individuali.
Resta però una questione culturale: quanto siamo ancora condizionati dai pregiudizi quando osserviamo una disciplina che utilizza il corpo come protagonista? Forse la pole dance ci invita proprio a superare certe categorie, riconoscendo che forza e grazia, tecnica ed espressività, sport e arte non sono necessariamente dimensioni contrapposte.
La pole dance è, in definitiva, una disciplina nella quale il corpo impara a sfidare la gravità, ma anche a raccontare qualcosa di sé. Una combinazione di rigore atletico e libertà espressiva che merita di essere conosciuta oltre gli stereotipi.
