Di Sandra Vita Guddo

L’energia creativa dello scrittore Francesco Pintaldi non smette di sorprenderci: infatti Egli passa con eguale maestria dagli articoli di carattere scientifico e storico a racconti per bambini per arrivare, infine, ad una scrittura “matura” che si rivela nella sua pienezza con suo ultimo romanzo “ANN LA DONNA CHE CONOBBE TRE SECOLI”.

Il libro, ispirato alla vita di Margaret Ann Harvey Neve, vissuta tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XX, oscilla tra il genere biografico e diaristico, tra la cronaca e la storia di questo ampio arco di tempo con precise annotazioni sull’incredibile trasformazione delle società inglese del tempo, regalandoci uno spaccato unico di quel periodo che sfiora tutti i campi da quello tecnologico-industriale al variegato mondo di tutti i generi artistici: dalla letteratura alla pittura e infine alla musica che diviene la migliore compagna e alleata di vita di Ann che suona il pianoforte o ama ascoltare le performance di Amélie che diventerà, in seguito, una celebre concertista. Tutto ciò pone il romanzo di F. Pintaldi nella grande narrativa europea da Gustave Flaubert a quella russa di Lev Tolstoj che si caratterizza per il realismo e la cura quasi maniacale del dettaglio, della descrizione puntuale di ambienti e paesaggi, degli approfondimenti sociali e psicologici dei personaggi senza mai perdere di vista la collocazione degli eventi nella dimensione spazio-temporale.

Attraverso un espediente narrativo molto originale, la storia personale di Ann si snoda con delicatezza e mette a nudo la psicologia di una donna che custodisce il prezioso segreto della gioia di vivere, pur tra dolori e perdite, allorché sa apprezzare e godere delle piccole “cose” quotidiane come prendere il tè con prelibati pasticcini nella sua confortevole casa di campagna, la “ chaumiére”, nell’isola di Guernsey dove è nata e dove ha vissuto insieme alla sua famiglia gli anni spensierati dell’infanzia e della giovinezza e dove ritornerà nel 1849, dopo la morte dell’amato marito John Neve. La voce narrante del romanzo non è quella di Ann ma utilizzando tecniche narrative originali, l’autore crea un intreccio che vede Ann in compagnia di Amélie, la sua giovane e fedele governante insieme ad Elen.

Quest’ultima è un’apprezzata scienziata che sta conducendo studi approfonditi sulla longevità per cui il suo interesse ricade su Ann che, al momento dell’intervista, durata parecchie settimane, ha ben 105 anni. Chi meglio di lei può svelare il segreto di una vita che ha conosciuto ben tre secoli?

“Non credo ci sia un segreto, signorina Elen. È solo la vita che scorre come deve”.

A questo punto, la narrazione si arricchisce di flash memoriali e rievocativi in cui Ann con semplicità descrive le sue passioni, i suoi dubbi e quella sottile inquietudine che oscilla tra il desiderio di essere moglie e madre esemplare e l’ambizione di realizzarsi come donna che lotta per i propri diritti in una società dove le sono ancora negati. Ed ecco come Francesco Pintaldi descrive, in una delle pagine più belle del romanzo, tale inquietudine che riporto di seguito:

Quanti momenti di ribellione silenziosa ci furono … come quando, ormai adulta, decisi di
partecipare alle prime manifestazioni pubbliche per i diritti legali delle donne. La mia mano tremava mentre firmavo quelle petizioni per ottenere il diritto di proprietà e la custodia dei figli. Ricordo una di quelle sere, tornai a casa con i piedi gelati e il cuore in tumulto. Sentivo di aver fatto qualcosa di grande, qualcosa che le generazioni future avrebbero ricordato. (…) Quando vedo le donne camminare libere, con i loro sogni e i loro obiettivi, penso a quanto abbiamo lottato per questo. (…) Abbiamo spezzato catene invisibili, abbiamo aperto strade che prima sembravano impossibili.”

L’andamento narrativo risulta particolarmente gradevole e interessante allorché l’autore intercala citazioni che approfondiscono fatti salienti di quegli anni, come l’ascesa al potere di Napoleone Bonaparte, o episodi che riguardano, Victor Hugo che trascorse in esilio a Guernsey parecchi anni oppure l’articolo di Emile Zola” J’ACCUSE” contro il diffondersi dell’antisemitismo in Francia. Viene citata anche la Sicilia a proposito delle tre sorelle scrittrici Bronte il cui nome deriverebbe dalla cittadina siciliana, famosa per i pistacchi, che fu donata a Orazio Nelson.

Si tratta di tante “chicche” che, aldilà della stupefacente biografia di Ann, personaggio storico
realmente esistito, impreziosiscono, come perle rare, le pagine del romanzo “ANN la donna che
conobbe tre secoli”