UN ROMANZO CORALE TRA MUSICA, ARTE E EMANCIPAZIONE FEMMINILE
Domenica 7 giugno, alle ore 19:00, la splendida cornice dello spazio Open-Averna ai Cantieri Culturali della Zisa ospiterà la prima presentazione nazionale de “La figlia di Don Fofò”, il nuovo romanzo di Adelaide Costa e Giuseppe Maurizio Piscopo, edito da Navarra Editore.
L’incontro si inserisce all’interno del prestigioso festival letterario Una Marina di libri. L’introduzione del volume sarà affidata a Clara Monroy di Giampilieri, mentre gli autori dialogheranno con il pubblico svelando aneddoti e curiosità sulla genesi dell’opera.

La presentazione si trasformerà in una vera e propria performance artistica e sensoriale:
- Arte visiva: Saranno presenti i pittori del collettivo Calapanama (Caterina Trimarchi, Totò Calò, Vincenzo Roberto Gatto, Armando Guarnieri, Lina Collesano, Sara Ganci, Mariella Ramondo, Giusy Megna, Giusy Lo Medico, Annalisa D’Alba, Anna Maria Asaro e Simonetta Genova), che esporranno le tele originali create appositamente per illustrare le pagine del volume.
- Musica live: Le fisarmoniche di Pierpaolo Petta e dello stesso Maurizio Piscopo eseguiranno dal vivo alcuni brani ispirati alle atmosfere del romanzo.
Il libro vanta inoltre una prestigiosa prefazione firmata dal mandolinista di fama internazionale Carlo Aonzo e include un’innovativa colonna sonora fruibile tramite QR code. I cinque brani racchiusi nel codice vedono la trascrizione di Gioacchino Zimmardi e l’esecuzione di grandi interpreti, tra cui il Carlo Aonzo Trio, Raffaele Pullara e la Compagnia Sikania minor deus (con gli arrangiamenti di Delfio Plantemoli, Calogero Emanuele, Franco Montagna e Antonio Livoti).
Il Libro
Ambientato nell’immaginario paese siciliano di Zabara, il romanzo è un lavoro corale, scritto a quattro mani con leggerezza e ironia, che racconta il delicato passaggio tra la fine del patriarcato e l’inizio dell’emancipazione femminile nel secondo dopoguerra.
Al centro della storia c’è il contrasto tra una Sicilia antica, rurale e immutabile, e la spinta verso la modernità. Simbolo di questa ribellione è Catena, la figlia di Don Fofò, che rifiuta il destino tradizionale di moglie e madre per abbracciare il mandolino e la sua musica anticonformista.
Attorno alla protagonista ruota un microcosmo di personaggi straordinari: barbieri, sarti, poeti stravaganti, baroni e ladri ribelli che si muovono tra feste di paese, sapori tipici e dialoghi in dialetto. “La figlia di Don Fofò” diventa così un pretesto per affrontare, tra equivoci e situazioni spassose, temi di profonda attualità: il rispetto per le donne, la tutela delle fasce deboli, l’uso consapevole del denaro e il dramma dell’emigrazione, restituendoci il ritratto di una Sicilia poetica e sognante che rischia di essere dimenticata.
