A Trapani, la parola poetica torna protagonista con Davide Rondoni, che presenta il suo ultimo lavoro dal titolo “La ferita, la letizia” (Fazi Editore), nell’ambito della rassegna TrapanIncontra, curata da Giacomo Pilati per la Biblioteca Fardelliana. Un incontro che si inserisce nel solco di una riflessione profonda sul significato della poesia oggi. “La poesia è una ferita che cura”: un’espressione che sintetizza il cuore della poetica di Rondoni, da sempre attenta al legame tra esperienza umana e parola.
La poesia, infatti, non guarisce nel senso medico del termine. Non cancella il dolore, né offre soluzioni immediate. Piuttosto, lo attraversa e lo trasforma: lo rende umano, condivisibile e, proprio per questo, più sopportabile. In un tempo che tende a nascondere le fragilità e a levigare ogni imperfezione, la poesia compie un gesto controcorrente: illumina le crepe, dà voce alle ferite, restituisce dignità all’inquietudine. L’opera di Rondoni richiama anche una dimensione spirituale, evocando la figura di Francesco d’Assisi, esempio di letizia che nasce dentro e nonostante la sofferenza. Una presenza che continua a parlare al presente, come fratello e guida, capace di indicare una via in cui il dolore non è negato, ma trasfigurato. L’appuntamento si configura così non solo come presentazione letteraria, ma come occasione di incontro e riflessione, in cui la poesia si conferma spazio vivo di ricerca e condivisione. Perché è proprio nella ferita, riconosciuta e raccontata, che può prendere forma una possibile cura.
