Servizio di Michele Giacalone a cura di Sicilia Buona. Abbiamo incontrato Giacomo Pilati alla Biblioteca Fardelliana di Trapani per la presentazione di “Blu e sale. Un’educazione siciliana“, edito da Bibliotheka.
Servizio di Michele Giacalone a cura di Sicilia Buona.
In questo romanzo intenso e necessario, la Sicilia si svela nella sua dualità più profonda: da una parte la sfolgorante bellezza delle luci, del tufo e del sale modellati dal grecale; dall’altra l’ombra densa della borghesia mafiosa, delle connivenze istituzionali e dei silenzi inconfessabili. Sullo sfondo di un’isola che si fa specchio delle contraddizioni dell’intera Italia, emerge la figura tragica e potente di Mauro Rostagno, ucciso per aver osato guardare dove il potere esigeva cecità.
Giacomo Pilati intreccia la memoria personale con la storia collettiva, strutturando il racconto attraverso le tappe di un gioco antico: dire, fare, baciare, lettera, testamento. È un percorso narrativo che conduce a una consapevolezza ineludibile: per capire chi siamo davvero, dobbiamo riconoscere che, nel cammino della storia, i testimoni contano più dei maestri.
GIACOMO PILATI, giornalista e scrittore, ha pubblicato diversi romanzi, tradotti in varie lingue, saggi, testi per il teatro. Da Minchia di re (Mursia) sono stati tratti un film, Viola di mare, in concorso al Festival del cinema di Roma, e un monologo rappresentato nei principali teatri off europei e americani da Isabella Carloni. Tra i suoi libri Le Siciliane (Coppola), Le altre siciliane (Coppola), Sulla punta del mare (Mursia), Morsi d’Italia (Tara), Piccolo almanacco di emozioni (Imprimatur), La prima storia bella (Margina), Nonostante tutto (BukBuk), Dell’inutile amore (Di Girolamo), Un attimo prima di Dio (Di Girolamo), La mia vita per gli ultimi (Il pozzo di Giacobbe) con Biagio Conte. Collabora alla pagina culturale dell’edizione siciliana di Repubblica. Cura rassegne letterarie, tra cui TrapanIncontra, si è aggiudicato due volte il Premio nazionale di giornalismo di inchiesta Giuseppe Fava.
