Nicola Gratteri

NICOLA GRATTERI: “E’ UN MOMENTO BRUTTO PER IL CONTRASTO ALLE MAFIE”

LE PAROLE DI NICOLA GRATTERI – Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria

Parole che pesano come un macigno su Governo e governanti quelle espresse dal Procuratore aggiunto Nicola Gratteri ospite della trasmissione televisiva Maurizio Costanzo Show.

Non fa sconti a nessuno Gratteri. Parla di Draghi e dell’inadeguatezza dell’attuale Premier a trattare tematiche importanti come la riforma della giustizia.

Una voce ferma e autorevole, quella di Nicola Gratteri, uno spirito combattivo di cui abbiamo tanto bisogno. Si è espresso con forza contro le organizzazioni di stampo mafioso ed i complici istituzionali, nonché contro chi oggi sale sui palchi dell’antimafia per le commemorazioni, e lo fa da gattopardo e “con la faccia di bronzo”.

Nicola Gratteri: “Draghi è un esperto di finanza, ma su sicurezza e riforma della giustizia non ci siamo proprio”

E’ un momento brutto per il contrasto alle mafie, alla criminalità organizzata e alla criminalità comune. E’ un momento in cui la magistratura è molto debole. Sono stati fatti degli errori e la magistratura non ha avuto il coraggio di auto riformarsi. In questo momento c’è una sorta quasi di vendetta della politica nei confronti della magistratura, dopo trent’anni. Oggi si stanno facendo modifiche normative in Parlamento, ma soprattutto nel Governo, poi il Parlamento ratifica.

Il Parlamento è gestito da otto, dieci persone, non di più. Gli altri votano per quello che decidono quelle otto, dieci persone. Dal mio modestissimo punto di vista Draghi è un esperto di finanza, punto. Ma quando parliamo di sicurezza o di riforma della giustizia non ci siamo proprio.”

Nicola Gratteri:”Per la commemorazione di Falcone abbiamo assistito al rito dei Gattopardi”

Per la commemorazione di Falcone abbiamo assistito al rito dei Gattopardi. Ricordo perfettamente quando Falcone in una trasmissione da lei (al Maurizio Costanzo Show) c’erano delle persone che lo attaccavano in diretta. Gli dicevano ‘Giovanni, sei scappato, torna a Palermo, sei fuggito, sei andato a Roma’. Come se fosse andato a imboscarsi, quando invece era andato lì perché gli era stato impedito di lavorare a Palermo. Era stato al Ministero della Giustizia per fare riforme delle normative che poi, dopo la sua morte, sono state attuate dalla politica. Ricordo perfettamente quando lo hanno attaccato, quando lo accusarono di aver nascosto le informative – che all’epoca si chiamavano rapporti nei cassetti. I gattopardi sono quelli che lo hanno attaccato e poi sono saliti sui palchi per le commemorazioni.

Falcone è stato deriso, sghignazzato, gli hanno detto che era un montato, uno sceriffo e poi, dopo morto, è stato facile salire sul carro dei vincitori. L’unico che ha chiesto scusa è stato il sindaco Leoluca Orlando. Gli altri, con una faccia di bronzo, hanno continuato imperterriti e sono saliti sull’altro carro. Quando? quando si sono accorti che c’è stato un movimento popolare e che ancora oggi ragazzi e bambini che non erano nati e che non l’hanno conosciuto, sfilano per Falcone. Cinicamente hanno capito che era conveniente manifestare ed elogiare Falcone.

Questo è triste. Purtroppo i morti non possono parlare, non si possono difendere. E Allora bisogna avere il coraggio e l’onestà intellettuale di parlare, anche a costo di essere antipatici o non graditi al manovratore. E’un problema di coscienza. Stare zitti è complicità.

Gratteri: “Viviamo in un Paese in cui c’è bisogno di mafia”

Il coraggio non si vende al supermercato. Il coraggio o uno ce l’ha o non ce l’ha. Il dramma è quando ci sono posti istituzionali importanti occupati da conigli, da codardi, o peggio da gente che gioca con due mazzi di carte. E’ una scelta fare certi lavori rischiosi, ma una volta che hai occupato quel posto, non lo devi occupare solo per il piacere del potere, ma per rendere un servizio alla comunità, altrimenti sei doppiamente colpevole.

Viviamo in un Paese in cui c’è bisogno di mafia. Le mafie esistono perché si relazionano con la collettività, hanno bisogno del consenso popolare. Le mafie esistono perché interagiscono con la collettività. La mafia dà risposte che lo Stato non dà, così trova manovalanza.

Le mafie hanno pacchetti di voti, non hanno ideologia, non sono né di destra né di sinistra, puntano sul cavallo vincente. Il loro obiettivo è quello di interagire e amministrare il comune in cogestione con la politica.

Foto e video da Maurizio Costanzo Show.

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