Alessia Guarraci - Silenzi al quadrato

ALESSIA GUARRACI, POETESSA SICILIANA SI RACCONTA A SICILIA BUONA

PARTE DEL RICAVATO DELLE VENDITE DEL LIBRO “SILENZI AL QUADRATO” SARA’ DEVOLUTO ALL’ASSOCIAZONE ALESSIA PALLARA A SOSTEGNO DELLA RICERCA SULLE LEUCEMIE

Tenacia, spiritualità, forza e delicatezza insieme, sono solo alcune delle caratteristiche della poetessa siciliana ALESSIA GUARRACI, autrice della silloge dal titolo “Silenzi al quadrato”, Edizioni Il Foglio. Settanta poesie inedite racchiuse in un libro che Alessia dedica alla madre, figura che l’ha sempre sostenuta, esempio di forza e coraggio per la poetessa siracusana.

Alessia ha deciso di devolvere parte dei proventi delle vendite del suo libro “Silenzi al quadrato” all’Associazione Alessia Pallara che sostiene la ricerca sulla leucemia mieloide acuta. Alessia Pallara, una meravigliosa ragazza piena di voglia di vivere e di sogni ancora da realizzare, è venuta a mancare a soli 15 anni la notte di Natale del 2013 a causa di una terribile forma di leucemia fulminante.

Sicilia Buona intervista Alessia Guarraci

D: L’arte delle parole ha sempre fatto parte della tua vita, sin da giovanissima. Ci racconti come hai scoperto l’amore per la poesia ed il dono della scrittura?

R: L’amore per la poesia è nata grazie e tramite il fratello di mia madre Giuseppe Guarraci, nato a Porto Empedocle nel 1940 e che oggi vive a Siracusa, dove svolge la sua attività poetica, artistica e letteraria. Ha ricevuto molti riconoscimenti ed è l’autore di diverse opere e saggi: Pupi e Pupari a Siracusa 1875-1975, Cronache del Teatro Siracusano del 1977, fino a Quarant’anni di storie e personaggi del teatro siracusano, edito nel 2000. In Siracusa Teatro, con introduzione di Dino Cartia, mio zio ha raggruppato le sue precedenti opere in un costrutto armonico che fa il punto della storia del Teatro Siciliano, collocandovi la presenza di una città che per alterne vicissitudini, non vi ha trovato mai spazio.

Mio zio mi ha fatto amare la poesia sin da piccola, leggendo tutte le sue pubblicazioni e partecipando ad eventi poetici e artistici.

Il dono della scrittura è nato dall’età di 15 anni. Adoro scrivere carta e penna, compravo francobolli e buste per regalare la mia calligrafia agli amici. Mi chiudevo nel soggiorno prendevo un foglio a righe e coloravo con i miei sfoghi tanti dubbi e malinconia. In particolare sentivo fortemente la mancanza di mio Padre. Allora decisi di parlargli tramite quei poemi epici per sapere il perché di tanti vuoti e mancanze. Da allora non mi sono più fermata la penna è diventata la mia migliore amica.

D: La poesia è un dono innato, ma che ha comunque bisogno di essere nutrito? E se sì, come si nutre?

R: Nutro la mia poesia attraverso il creato: vivo, assorbo e brindo osservando, assaporo e mi soffermo fino ad entrare in estasi. Ascolto musica classica e prego, alla fine se il mio cuore vibra, incido e non tocco mai più ciò che ho scritto.

D: Come nasce “Silenzi al quadrato”?

R: Silenzi al quadrato nasce a febbraio del 2019 e trova il suo culmine durante la pandemia. Mi dicevo come potessi contribuire a rendere felici le persone incontrate nel mio cammino, le future generazioni. Vorrei lasciare una carica esplosiva a tutti per un cambiamento radicale cha parta dal cuore. Allora ho fatto silenzio e mi sono affidata a Dio, promettendo di essere io quel primo cambiamento che voglio vedere nel Mondo, lanciando una sfida eliminando il cellulare per un periodo e fare uscire il mio talento.

D: Hai dedicato questa raccolta di poesie a tua madre. Perché?

R: Ho dedicato questo libro a mia Madre perché ha cresciuto me e la mia gemella da sola. Devo a lei i miei valori, i miei studi universitari e l’amore per il volontariato. Mia madre è una Donna forte, non mi ha mai abbandonata e ha creduto in me. Quando ha saputo che ero riuscita a farmi pubblicare e che avevo vinto molti premi di poesia si è commossa. Mi ha detto sotto voce: “Brava, continua così, Tifo per te!”.

D: Oggi chi acquista il tuo libro di poesie “Silenzi al Quadrato” contribuisce ad una causa importante. Ma tutto inizia quando la tua vita incrocia quelle della famiglia Centonze-Pallara e l’Associazione Alessia Pallara. Com’è avventuto questo incontro e chi era Alessia Pallara?

R: Studiando a Lecce ho conosciuto attraverso un momento di preghiera Annarita Centonze, la Mamma di Alessia Pallara. Lei mi ha parlato dell’associazione in onore di sua figlia e mi invitava a partecipare ad un evento tramite una poesia.  Alessia Pallara aveva 15 anni quando è venuta a mancare a causa di una terribile forma di leucemia fulminante, in una fredda notte di Natale.

Io ovviamente, avendo vissuto una vita di azione facendo molti viaggi missionari e ronde di strada, non potevo essere indifferente, (come dice San Paolo: la Fede senza le opere è morta). Ho abbracciato Annarita e le ho promesso che, se avessi trovato l’editore disposto ad investire su di me, parte del ricavato delle vendite di “Silenzi al quadrato” sarebbe stata donata alla ricerca contro la leucemia mieloide acuta. Io con l’arte non ci guadagno, ma posso aiutare il mio prossimo ed essere segno credile nel mondo per il Bene Comune. Come si dice dalle nostre parti: “simenza simenza fa sustanza”. Ho sposato questa causa e da quel momento il mio cuore esplode di gioia, la famiglia Centonze-Pallara è diventa la mia seconda famiglia, li amo fortemente.

D: Viviamo un particolare periodo storico, segnato da cambiamenti e difficoltà inaspettate a seguito della pandemia. Come lo hai vissuto tu?

R: Ho vissuto la pandemia serenamente, svegliandomi e dicendo al primo raggio di sole che entrava nella mia camera “Grazie”.Studiando, leggendo, guardando film e soprattutto pregando e andando a messa. Ho affidato il mondo intero e molti genitori in lacrime dopo aver perso il lavoro alle Lacrime di Maria. Io sono una guerriera e vedo il bicchiere sempre mezzo pieno. 

D: Prossimi progetti e sogni per il futuro?

R: Prossimi progetti: la laurea magistrale in scienze religiose e la pubblicazione della mia seconda silloge. Sogni per il futuro: comprare una casa per i senza tetto e avere un lavoro che possa far uscire il mio essere vulcano, continuando a contagiare di gioia e sorrisi chiunque incontrerò lungo la mia vita.

Che la vostra vita sia sempre un’estate. Buon cammino!

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