NO AL GREEN PASS: GLI APPELLI DI DOCENTI E STUDENTI
Siciliabuona: Intervista a Gandolfo Dominici

NO AL GREEN PASS: GLI APPELLI DI DOCENTI E STUDENTI

Intervista al Prof. Gandolfo Dominici

Siciliabuona incontra GANDOLFO DOMINICI, Professore Associato di Marketing e di Business Systems all’Università degli Studi di Palermo, uno dei promotori degli appelli contro l’obbligo di green pass nelle università.

Gli appelli in questione hanno esposto a dure critiche coloro che hanno deciso di sottoscriverli, mettendo alla gogna mediatica soprattutto i firmatari dai volti noti , come nel caso del Professore Alessandro Barbero.

SICILIABUONA – Intervista al Prof. Gandolfo Dominici

Ma quali sono le criticità dell’obbligo di green pass in alcuni ambienti, come quello universitario? E’ vero che solo in Italia è stato adottato un green pass così radicale? Cosa sta accadendo nel nostro Paese? Come stanno reagendo gli studenti universitari a tutto quello che sta accadendo in Italia a seguito del prolungamento dello stato di emergenza, con tutto ciò che ne consegue?

Di recente, il Prof. Gandolfo Dominici ha fatto parlare di sé anche per un tweet provocatorio in risposta alle parole di Enrico Letta pubblicate su Twitter; a tal proposito, ci spiega meglio cos’è accaduto e le reali intenzioni dietro alla pubblicazione del tweet tanto discusso.

Lo strumento della discordia

Mentre in Italia aumenta la percentuale dei cittadini vaccinati con doppia dose raggiungendo e superando l’iniziale soglia prevista del 70% di immunizzati tramite vaccini, il Governo Draghi estende l’obbligo di green pass a tutti i lavoratori.

Per lavorare, dunque, è necessario essere provvisti di QR Code o in alternativa esibire l’esito negativo del test rapido antigenico, ovvero sottoporsi a tampone rinofaringeo al costo di 15 euro. L’obbligo di green pass è obbligatorio anche per i lavoratori autonomi, sui mezzi di trasporto e nelle università.

Ed è proprio dal mondo universitario che sono partiti diversi appelli per contrastare questa scelta, una strategia che di fatto non punta a tutelare la salute pubblica o a monitorare i contagi, ma che piuttosto intende discriminare quella minoranza di cittadini non ancora vaccinati, lavoratori e studenti, con il solo fine di imporre loro la vaccinazione.

Così il Governo sceglie di non rendere obbligatoria la vaccinazione, ma di creare una serie di ostacoli e di costi extra per poter svolgere il proprio lavoro o studiare. Questa strategia è considerata da molti una vera e propria carognata, nonché una misura che viola i diritti sanciti dalla CEDU (Convenzione europea dei diritti dell’uomo).

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