Giovanni Falcone

Semplicemente Giovanni Falcone

di Anna Lisa Maugeri

In ricordo di Giovanni Falcone, nel giorno dell’anniversario della Strage di Capaci, quel maledetto 23 Maggio 1992 in cui perse la vita insieme alla moglie e magistrato Francesca Morvillo e agli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, ci avvaliamo del supporto di video interviste dell’epoca, le più eloquenti e significative.

Questi video ci restituiscono in maniera autentica la figura del giudice Falcone, il suo spessore dal punto di vista umano e professionale, la sua visione consapevole del fenomeno mafioso e la battaglia coraggiosa che intraprese “per spirito di servizio“, come lui stesso affermò nel corso di un’intervista.

Il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso muore una volta sola” diceva Giovanni Falcone. Per spiegare meglio questa sua affermazione e rispondere alla giornalista che chiedeva se dunque egli non avesse paura, aggiunse: “L’importante è saper convivere con la paura. Non farsi condizionare dalla stessa. Il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, ma incoscienza”.

Giovanni Falcone: “La mafia non è affatto invincibile”

“La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo l’eroismo dai nervi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”

Intervista a Giovanni Falcone di Corrado Augias (Babele – 12 gennaio 1992)

Il giornalista Corrado Augias chiede al giudice “Adesso che sta al ministero e che scrive editoriali su La Stampa, le sue posizioni sembrano più morbide, più sfumate. Non vorrei dire che ci ha un pò deluso negli ultimi tempi, ma sicuramente è cambiato. Lei ne è consapevole?”

Giovanni Falcone risponde: “Credo che sia mutato invece l’atteggiamento globale, complessivo rispetto a questi problemi. Spesso capita che se la realtà non è quale la si desidera o quale la si pensa, è la realtà che è sbagliata e non siamo noi.”

Giovanni Falcone: “Per essere credibili bisogna essere ammazzati?”

“Per essere credibili bisogna essere ammazzati in questo Paese? Questo è il Paese felice in cui se ti si pone una bomba sotto casa e la bomba per fortuna non esplode, la colpa è tua che non l’hai fatta esplodere”.

Intervista al giudice Giovanni Falcone del 1991 (archivio INA.FR) sottotitolata in francese.

Immagini televisive che raccontano anche il clima di profonda ostilità nel quale operava Giovanni Falcone, persino volti che oggi lo osannano puntavano il dito contro di lui, mentre personaggi politici che lo attaccavano ferocemente negli anni successivi hanno subito processi e sono stati condannati per reati di mafia.

Leoluca Orlando contro Giovanni Falcone – per non dimenticare

Nel seguente video, spicca il volto dell’ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, detto Totò, condannato per favoreggiamento personale verso persone appartenenti a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio.

Un Cuffaro giovanissimo e avviato alla carriera politica affermava: “C’è in atto una volgare aggressione alla classe dirigente migliore che abbia la Democrazia Cristiana in Sicilia! Avete bisogno di delegittimare le persone migliori che abbiamo perché questa Sicilia vada sempre più in fondo. Avete infangato la memoria di Libero Grassi perchè il giornalismo mafioso che è stato fatto stasera fa più male alla Sicilia di dieci anni di delitti! […] La vostre coscienze devono rispondere del danno che avete fatto alla Sicilia e delle cose infamanti che avete detto delle persone migliori!”.

Cuffaro da Santoro e Costanzo davanti al giudice Falcone (da Blob) 1991

In un’intervista a Michele Santoro, Giovanni Falcone affermava:

“La mafia è capace di adattarsi alle mutevoli esigenze del momento apparendo sempre immutabile. In realtà non c’è nulla di più mutevole nella continuità di Cosa nostra.”

Santoro chiede: “I pentiti raccontano tutto della mafia, però quando si arriva al tema dei temi, ovvero al rapporto fra mafia e politici, loro dicono niente sacciu…”

Giovanni Falcone risponde: “I pentiti di Cosa Nostra non hanno mai detto nienti sacciu, ma esattamente il contrario. E’ tutto nei verbali. Dicono invece: di queste cose non parliamo perché non crediamo che lo Stato sia in condizioni di saper gestire queste cose che vi andiamo rivelando.

Non parlano non per paura, ma perché ritengono che sia controproducente parlarne in un determinato periodo storico. Loro sanno perfettamente che quando si comincia a parlare di certi argomenti si sollevano certi inutili polveroni che tendono a svilire anche quelle parti delle loro dichiarazioni che sono estremamente fondate.”

Intervista di Santoro a Giovanni Falcone 1990

La Strage di Capaci

La Strage di Capaci è l’epilogo tragico della storia di un uomo che aveva dato tutto sé stesso nella lotta a Cosa nostra, l’uomo delle istituzioni e del popolo che lo Stato non seppe difendere e che oggi come allora Gli italiani ed i siciliani in particolar modo ricordano e celebrano come esempio, giurando di far camminare le sue idee sulle proprie gambe.

Ci sono ancora oggi troppi punti oscuri e dubbi irrisolti sull’attentato eclatante al giudice Giovanni Falcone e non smetteremo mai di chiedere e pretendere verità e giustizia.

strage capaci e i funerali ITALIA DEL POPOLO

E’ doveroso concludere questa carrellata di video in memoria di Giovanni Falcone con le parole dell’amico più caro, il giudice Paolo Borsellino. Ecco il discorso del 20 giugno 1992, dopo appena 28 giorni dalla morte di Giovanni Falcone, nel corso della veglia di preghiera.

Solo pochi mesi dopo assisteremo al terribile attentato di Paolo Borsellino avvenuto in Via D’Amelio quel maledetto 19 luglio 1992, una strage che trascina ancora una volta l’intero popolo siciliano nello sconforto più totale e nella profonda delusione nei confronti dello Stato italiano.

Borsellino ricorda Giovanni Falcone a 28 giorni dalla strage di Capaci

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