Intervista a Danilo Ferrari
foto da sanfrancescopatronoditalia.it

Intervista a Danilo Ferrari

a cura di Anna Lisa Maugeri

Siciliabuona.Ho conosciuto Danilo Ferrari nella primavera del 2018, nella bellissima cornice dell’Azienda Agricola Musa a Bronte, in provincia di Catania, in una giornata piovigginosa nella quale la natura preannunciava comunque il proprio ridestarsi, pronta ad accogliere il sole primaverile di Sicilia, a dispetto delle nuvole grigie alte nel cielo.

Quel giorno incontro Danilo Ferrari, i suoi occhi incredibilmente belli, il suo sorriso accogliente. Al fianco di Danilo c’è una donna che merita un’intervista a parte, Maria Stella Accolla , la sua voce,  insegnante di sostegno al Lombardo Radice, sede del loro incontro.

È grazie a Maria Stella, infatti, che riesco a dialogare con Danilo, sapendo che il limite nel comprendersi non è il suo, ma il mio che non conosco questo genere di linguaggio.

Danilo non si muove e non comunica verbalmente a causa di una tetraparesi spastico-distonica causata alla nascita da problemi durante il parto. La sua vita secondo i medici sarebbe stata breve e priva di felicità, incapace di stare al mondo e di comunicare. Una diagnosi totalmente errata e che avrebbe voluto raccontare freddamente e con crudeltà solo di impossibilità

La vita si fa beffa di qualunque previsione

Invece, Danilo oggi è un uomo di 36 anni; la sua grande capacità comunicativa la dimostra con i suoi scritti e le sue azioni concrete, piene di un’intelligenza vivace che spazia dalla profondità poetica dei suoi pensieri, all’ironia disarmante e necessaria, all’occorrenza.

La forza, l’intelligenza e la voglia di vivere e di essere presenza attiva nel mondo hanno fatto la differenza nella vita di Danilo, ha smentito tutto e tutti, grazie anche alla sua famiglia e alla madre che ha colto da subito nei suoi occhi il linguaggio che oggi Danilo utilizza per comunicare, e non solo.

Danilo Ferrari cresce, studia, scrive grazie all’eyegaze system, si diploma, si laurea a Catania in Scienze dell’educazione e della formazione, con la tesi “Diritti umani e dignità della persona”; dal 2007 è giornalista pubblicista, ha scritto  articoli per La Sicilia, per Panorama e per San Francesco Patrono d’Italia, testata per la quale tuttora scrive.  Ha pubblicato  due libri Il coraggio è una cosa e Punto di vista editi da Nèon, associazione culturale senza scopo di lucro impegnata nel teatro e nell’editoria con progetti volti alla crescita collettiva e alla partecipazione, della quale Danilo  è anche attore.

La vita di Danilo Ferrari è piena, un successo, un miracolo fatto di sacrificio, dedizione e tanta voglia di vivere e di realizzare i propri sogni.

Il giorno del nostro incontro, Danilo non mi stringe la mano, ma con i suoi occhi mi regala un abbraccio, mai dimenticato. Dopo quasi un anno dal nostro incontro, riesco a realizzare anche io il mio piccolo sogno, quello di intervistarlo e di presentarlo a chi ancora non lo conoscesse.

Intervista a Danilo Ferrari

La mia prima domanda non vuole essere banale, ma fondamentale: chi è Danilo Ferrari?

Danilo è una persona che pensa che la vita debba essere vissuta con tutti i mezzi a nostra disposizione, e con le persone che la rendono significativa.

Sei giornalista, scrittore, attore, ma tutto nasce dalla parola che si fa forza motrice e generatrice di tutto quello che hai realizzato e che continui a creare. Ci racconti l’emozione dei tuoi primi scritti pubblicati?

La parola è l’elemento che rende comprensibili i miei pensieri, io ho  deciso di farmi conoscere attraverso i miei scritti, ed ho avuto la sensazione di  realizzare un sogno, quando per la prima volta, proprio su San Francesco Patrono d’Italia , facendo sfogliare  freneticamente le pagine della rivista , abbiamo trovato la pagina con il mio articolo, l’emozione stava tutta  nel sapere che altri leggendolo avrebbero condiviso i miei pensieri. In verità l’emozione si è ripetuta ogni altra volta, io sempre incredulo, ogni volta lusingato ed onorato, per la scelta dei Direttori. 

Lo spettacolo teatrale tratto dal tuo ultimo libro “Punto di vista”, diretto dalla regista Monica Fellonie, ha incontrato l’emozione e l’approvazione del pubblico in diversi palcoscenici negli ultimi mesi. Cos’è il teatro per te e come lo vivi?

Al primo spettacolo, che aveva lo stesso titolo del mio primo libro “Il coraggio è una cosa”, ne sono seguiti altri, tutti diretti dall’amica e regista Monica Felloni, con la direzione artistica di Piero Ristagno. È grazie a loro che è cominciata la mia avventura nel mondo del teatro, realtà per la quale non credevo essere “adatto” dati i miei limiti proprio in ciò che sapevo essere elementi indispensabili. Con Piero e Monica, invece, ho scoperto che il teatro è il palcoscenico sul quale raccontare la vita, in tutte le sue forme e con tutte le risorse che ogni essere umano possiede. Alla fine di ogni spettacolo, ci accorgiamo, io e tutta la compagnia, di aver suscitato emozioni: riso, pianto, momenti di riflessione, e questo è il solo scopo che mi spinge ad andare avanti.

Il dono più grande che possiamo ricevere è l’amore di chi ci circonda, che può fare davvero la differenza. A chi va il grazie più sentito per l’uomo che sei oggi?

A chi, avendomi incontrato nel suo cammino, ha deciso di percorrere un po’ di strada con me, con mia madre Adele e dalla mia amica Maria Stella che mi hanno fatto da  battistrada.

Non ho mai dimenticato un pensiero forte che hai condiviso con me il giorno in cui ci siamo conosciuti, mentre Maria Stella Accolla mi spiegava le cause della tua tetraparesi. Sei intervenuto e hai detto: “forse sarebbe stato meglio se, nascendo, non fossi sopravvissuto”. Ma la tua vita, il tuo lavoro, i tuoi progetti e la forza delle tue parole vanno oltre i momenti comprensibili di sconforto e fanno eco a tutto il senso profondo del vivere. Dunque, vale la pena vivere quest’avventura chiamata vita?

Questa è la domanda che continuamente mi faccio, ma a cui, ancora, non so dare una risposta.

Spesso sei chiamato ad incontri con il pubblico, con i lettori e con i più giovani nelle scuole. Qual è il messaggio che vuoi rimanga impresso in quanti vengono a conoscerti e ad ascoltare la tua esperienza di vita?

Mettere davanti agli occhi di tutti, e soprattutto dei più giovani, verso i quali ripongo le mie speranze, un esempio di vita possibile al di fuori dei loro schemi.

Quali sono i tuoi nuovi sogni e i prossimi progetti?

Per ora ripongo le mie energie nella diffusione del mio secondo libro, nella speranza che sia momento di riflessione nella mente di chi lo legge. Sogno di non smettere di sognare.

(Sperando di incontrarti nuovamente e presto, ti ringrazio di cuore per aver dedicato il tuo tempo e la tua disponibilità alle mie semplici domande, che sono rese preziose dalle tue risposte)

Danilo Ferrari | Magnificat

Danilo Ferrari alla Festa del Libro Enna 2018 con Vita 21 Enna – Bedda Radio

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