Pasta alla catanese: alici, finocchietto e pangrattato

Pasta alla catanese: alici, finocchietto e pangrattato

Pasta chi masculini

Ecco uno dei primi piatti più buoni della tradizione siciliana che coniuga il sapore del mare, la freschezza del finocchietto selvatico, detto finocchietto rizzo, e il pangrattato, uno degli espedienti siciliani più antichi per rendere questo primo piatto ancora più gustoso: la pasta chi masculini.

Il pangrattato leggermente abbrustolito, in tempi di povertà, diventava un’alternativa saporita al formaggio grattugiato ed è utilizzato ancora oggi come tocco finale di diverse varianti di primi di pasta.

La pasta chi masculini.

Prima di tutto, sveliamo il mistero: cosa sono i masculini? Per masculini si intendono le alici, un genere di pesce azzurro facilmente reperibile nella provincia catanese, ricco a livello nutrizionale, come tutti i pesci di piccole dimensioni si difende dall’inquinamento ed è venduto fresco nella prima mattinata, Per cui, se vi trovate nella provincia catanese e volete cimentarvi nella preparazione di questo gustoso primo piatto, armatevi di pazienza e alzatevi presto per andare a comprarlo al mercato ittico più vicino. I costi sono modici, aspetto che contribuisce a determinarne la vendita in tempi veloci. Ma vi avverto: impossibile trovarlo nei giorni di forte vento, infatti condizioni meteo avverse ne disturbano la pesca.

La ricetta della pasta chi masculini ha diverse varianti, a partire dal formato di pasta da abbinare al condimento: potete scegliere quello che più gradite, ma vi consiglio una pasta riccia, come i fusilli, o ruvida perchè il condimento possa restare “aggrappato” alla pasta; anche gli spaghetti, con il loro arrotolarsi alla forchetta si prestano bene allo scopo.

Ingredienti:

  • Per 4/5 persone sono sufficienti 400 gr di alici
  • Pomodorini, meglio se ciliegini, tre/quattro a testa
  • Una cipolla dorata
  • Capperi
  • Uno spicchio di aglio
  • Un mazzetto di finocchietto selvatico
  • Pangrattato, un cucchiaio a testa
  • Prezzemolo
  • Olio extravergine di olive

Pulizia e deliscamento delle alici

La prima cosa da fare è pulire le alici: basta tagliare la testa, incidere la pancia del pesce, rimuovere le interiora. Rimuovete la lisca staccandola con delicatezza dalla coda. Una volta venuta via, all’interno del pesce non resteranno ulteriori e fastidiose lische. Le alici hanno sul dorso una piccola pinna, facilmente individuabile, togliete anche quella, perché risulterebbe fastidiosa durante il pasto. Passate sotto un getto d’acqua per pulirle, sempre delicatamente.

Pulite il finocchietto selvatico con acqua e bicarbonato, sciacquate bene e mettete a bollire in pentola con acqua salata. Quando la cottura del finocchietto sarà a buon punto, ovvero quando sarà tenero, rosolate in un po’ di olio uno spicchio di aglio schiacciato in una padella wok capiente. Aggiungete la cipolla tritata e lasciate soffriggere fino a doratura.

Buttate dentro i pomodori ciliegini tagliati grossolanamente e lasciateli appassire rigirando spesso. Unite al condimento il finocchietto tagliuzzato e lasciatelo insaporire con il resto per non meno di 10 minuti. Intanto tritate il prezzemolo ben lavato. Salate e pepate con moderazione, i capperi che fra poco aggiungerete insaporiranno abbastanza il piatto.

Dunque, aggiungete alcuni capperi, le alici e infine il prezzemolo tritato. Una volta messe a cuocere le alici, cercate di mescolare giusto il necessario per non rompere in pezzetti piccolini il pesce. E’ un pesce delicato e non necessita che di pochi minuti per la cottura. SE occorre, allungate un pò il condimento con l’acqua di cottura dei finocchietti o della pasta in ebollizione.

Buttate nella wok la pasta ben scolata e mischiate il tutto. Ultimo tocco: pangrattato e un filo di olio d’oliva. Impiattate e date un ultima spolverata di pangrattato a mò di parmigiano. Buon appetito!

PS: una delle varianti della ricetta prevede l’utilizzo di sarde anziché alici, ma io ve lo sconsiglio: le sarde hanno molte più lische e risulta più difficile deliscarle e liberarvene del tutto, se a tavola siedono con noi dei bambini, non gradiranno questa fastidiosa presenza nel loro piatto.

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